L’emissione di bond “per mutualizzare il debito non verrà mai accettata”. A spegnere gli entusiasmi sui possibili Coronabond è Paolo Gentiloni, ex premier e commissario europeo all’Economia, intervenuto a Circo Massimo su Radio Capital. “Abbiamo bisogno di un nuovo strumento di garanzia per la disoccupazione e per i programmi di ristrutturazione. E abbiamo bisogno di un piano di sostegno alle imprese, senza che il green deal venga dimenticato. Questi obiettivi come li finanziamo? Mi immagino due o tre modalità, una è l’emissione di bond, ma non per mutualizzare il debito che non verrà mai accettato” le parole di Gentiloni.

“Il fare da soli è una cosa che non ci possiamo permettere, e penso che non se lo possa permettere nessuno in Europa. Se qualcuno dice che la Germania può farcela da sola, io lo voglio vedere…” ha aggiunto Gentiloni. “Il livello di integrazione, il mercato e la moneta unica ci hanno dato una dimensione di garanzia ma anche una capacità di export e di forza al nostro sistema di imprese che nessuno può permettersi di perdere se non con danni gravissimi e forse irreversibili”, ha sottolineato il commissario europeo.

Secondo l’ex premier  “il Mes non è la Spectre, è uno strumento che è stato condiviso. Si parla di condizionalità ridotte con linee di credito fino al 2% del Pil. Alcuni paesi considerano che non valga la pena; altri, dicono che senza condizionalità non si può attingere al Mes. Io non molto ottimista nemmeno su questo, perciò meglio spostare la discussione su quali obiettivi finanziare e poi decidere come”.

LA PROPOSTA DI CONTE – Intervista dal quotidiano spagnolo El Pais, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha rilanciato la sua proposta, chiamata “piano europeo di ripresa e reinvestimento, un modo per sostenere l’intera economia europea”. “Il problema non è quando uscire da questa recessione – ha aggiunto Conte – ma uscire al più presto. Il tempismo è la chiave, c’è la massima urgenza. Non penso a uno strumento particolare, possiamo ricorrere a un’ampia varietà. Ma è tempo di introdurre uno strumento di debito europeo comune che ci consenta di superare questa guerra il più presto possibile e rilanciare l’economia” ha sottolineato Conte “Nessun Paese, anche quelli che credono di avere ora un impatto minore, può escludersi da questa grave crisi. L’Europa deve rispondere alle sfide del mercato globale. La reazione unitaria le permetterà di competere meglio”, ha aggiunto il premier.