In attesa del vaccino contro il coronavirus, che secondo l’Oms “potrebbe essere pronto in 18 mesi”, il totale dei contagiati è salito a 44.653 persone in tutto il mondo. Sono 1115mila i contagiati. Il Giappone ha rafforzato le misure di protezione cancellando i voli diretti con Shangai e altre città cinesi da 13 aeroporti regionali, portando a 680 i voli settimanali che collegano il Paese del Sol Levante con la Cina contro i circa 1.400 voli precedenti allo scoppio dell’epidemia. Sulla nave ancorata a Yokohama sono stati registrati altri 39 casi.

Due nuovi casi di Covid-19 sono stati accertati in Germania, dove adesso sono 16 i contagi. I due nuovi casi sono stati localizzati in Baviera, nell’azienda di forniture automobilistiche Webasto, la stessa dove è stata registrata la prima infezione ‘tedesca’, avvenuta in seguito alla visita nel Paese di una dipendente della stessa azienda in arrivo dalla Cina. Almeno 40 persone, hanno spiegato le autorità secondo quanto riferisce il Washington Post, sono entrate in contatto con quest’ultima.

“Ci fidiamo dell’Oms e del governo cinese, che sta facendo tutto quello che è possibile – spiega il ministro della Salute Roberto Speranza – La collaborazione tra Stati è fondamentale, nessun Paese può farcela da solo. Noi siamo il paese in Europa, ma forse anche nel mondo, che ha tenuto l’atteggiamento più prudenziale. Però nessuno ce la fa da solo, bisogna investire nella fiducia tra le istituzioni, altrimenti non si va lontano. Bisogna avere grande attenzione, e l’Italia sta tenendo la soglia di attenzione più alta, ma no allarmismo”

Intanto Luigi Di Maio promette di riportare in Italia al più presto il 17enne di Grado bloccato a Whuan. “Ci sono nostri connazionali in Cina, che in questo momento dovrebbero essere circa cinquemila, ma a quelli che volevano rientrare abbiamo garantito il rientro a parte Nicolò, il diciassettenne che stiamo andando a prenderlo, lo facciamo con un Boeing dell’Aeronautica militare lo facciamo rientrare”. Il ragazzo sarebbe dovuto rientrare il 3 febbraio con altri 56 nostri connazionali, ma è stato bloccato in Cina perché aveva la febbre.

“Nei prossimi giorni – ha spiegato Di Maio al termine della visita al contingente italiano della Kfor in Kosovo – Nicolò rientrerà, stiamo semplicemente espletando tutte quelle che sono le pratiche che riguardano il traffico aereo, le autorizzazioni. Ma ho promesso alla famiglia che Nicolò sarebbe rientrato in Italia e rientrerà in Italia: ce lo andiamo a prendere con i nostri mezzi perchè non è stato possibile farlo rientrare in altro modo”.