Il governo di Pechino, tramite la Commissione sanitaria nazionale, ha reso noto che i casi accertati di persone infettate dal coronavirus sono saliti a 40.171 unità e che il bilancio delle vittime, in Cina, è salito a 908 decessi. Aumenta, di pari passo con la psicosi, anche la preoccupazione sulle ripercussioni che il diffondersi del coronavirus avrà sull’economia cinese e mondiale. Le autorità cinesi avevano inizialmente riferito che diverse fabbriche avrebbero riaperto i battenti nella giornata di oggi, lunedì 10 febbraio, dopo essere rimaste chiuse per evitare ulteriori contagi. Ma nella provincia di Guangdong, centro manifatturiero cinese più importante, non c’è notizia della riapertura degli impianti. In diverse località, le autorità stanno invitando le aziende a rimanere chiuse fino al prossimo 1° marzo. In una nota, gli analisti di Morgan Stanley hanno scritto che l’interruzione della produzione e di conseguenza della catena dell’offerta rappresenta “la principale preoccupazione per l’economia globale, visto che le catene dell’offerta sono ormai integrate, soprattutto in Asia”. Morgan Stanley ritiene che ci saranno conseguenze negative sull’economia mondiale e della Cina nei mesi di febbraio e marzo. Lo stop prolungato alla riapertura delle fabbriche potrebbe mandare all’aria i piani di produzione di diverse multinazionali.

LA CINA – I rapporti tra Pechino e Roma sono sempre più tesi, per la decisione del governo italiano di interrompere il traffico aereo con la Cina. Il portavoce del ministero degli Esteri, Geng Shuang, ha bacchettato l’Italia per il persistere dello stop ai voli: “Speriamo che l’Italia possa valutare la situazione in modo obiettivo, razionale e basato sulla scienza – ha detto – rispettare le raccomandazioni autorevoli e professionali dell’Oms e astenersi dall’adottare misure eccessive”.

Da parte sua, Pechino assicura di ave messo in campo tutto l’impegno per contenere i rischi della diffusione del coronavirus: «Dopo lo scoppio dell’epidemia – ha aggiunto Geng – la Cina ha adottato le misure di prevenzione e controllo più complete e rigorose, molte delle quali superano di gran lunga le raccomandazioni dell’Oms e ciò che il Regolamento sanitario internazionale ha richiesto». L’Organizzazione mondiale della sanità «ha ripetutamente affermato che non raccomanda di imporre restrizioni sui viaggi e sul commercio alla Cina».

Foxconn, rifornitore di Apple, è tra le aziende che continuano a rimanere chiuse, e diversi analisti stanno già rivedendo al ribasso le stime di produzione degli iPhone di Apple. Sul bilancio delle vittime, il sito Forexlive.com riporta l’articolo pubblicato sul sito Mish Talk, che cita a sua volta le indiscrezioni del miliardario cinese Guo Wengui, esiliato in Usa. Wengui smentisce i dati ufficiali delle vittime snocciolati dal governo di Pechino, affermando che i forni crematori stanno lavorando a ritmi 4-5 volte superiori alla norma. I media stranieri segnalano il caso della società funeraria attiva a Hubei, provincia che include la città di Wuhan, focolaio del coronavirus. La società, You Hu, ha riportato di essere sul punto di collassare, tanto il lavoro è insostenibile, a causa delle cremazioni continue, e che ormai i dipendenti dormono al massimo due-tre ore a notte. “Abbiamo ricevuto 127 cadaveri ieri, e ne abbiamo cremati 116. Di questi, per otto di loro il certificato di morte parla di vittime del coronavirus, o anche della polmonite di Wuhan, 48 risultano solo casi sospetti”. Insomma, la documentazione ufficiale non rivelerebbe in molti casi – le conferme sarebbero solo 8 su 116 – il motivo del decesso che sarebbe appunto il coronavirus. Tanto che il miliardario Guo Wengui ritiene che i veri numeri siano i seguenti: 1,5 milioni di casi di persone infettate contro 40.000 circa resi noti, e 50.000 morti soltanto nella città di Wuhan rispetto agli oltre 900 decessi ufficiali nell’intera Cina.

LA CROCIERA IN GIAPPONE –  Altre 60 persone sono risultate positive al coronavirus a bordo della nave da crociera Diamond Princess, messa in quarantena al largo di Yokohama, a sud-ovest di Tokyo. Lo riporta l’agenzia di stampa Kyodo citando un un funzionario del governo giapponese. Sale quindi a più di 150 il numero dei casi di coronavirus confermati in Giappone, di cui circa 130 sulla Diamond Princess. La nave è stata tenuta in quarantena dopo che un passeggero, sbarcato a Hong Kong, è stato trovato infetto dal virus che causa la polmonite. Il ministero della Sanità, del lavoro e del welfare ha anche riferito che sta valutando di testare tutte le 3.600 persone a bordo dell’imbarcazione al termine della quarantena di due settimane.

L’OMS – “Ci sono stati alcuni casi preoccupanti di coronavirus diffuso da persone che non hanno fatto viaggi in Cina. L’individuazione di un numero limitato di casi potrebbe indicare una trasmissione più estesa in altri paesi; in breve, potremmo aver visto solo la punta dell’iceberg”. Così il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus scrive su Twitter.  “La diffusione del coronavirus fuori dalla Cina sembra rallentare ora, ma potrebbe accelerare. Il contenimento rimane il nostro obiettivo, ma tutti i paesi devono utilizzare la finestra creata dalla strategia di contenimento per prepararsi al possibile arrivo del virus”, ha aggiunto. Ma conclude affermando: “Ribadisco la mia richiesta a tutti i paesi di condividere ciò di cui sono a conoscenza sul coronavirus in tempo reale con l’Oms. Ribadisco la mia richiesta di calma. Ribadisco la mia richiesta di solidarietà: solidarietà umana, finanziaria e scientifica. Qualsiasi frattura nella solidarietà è una vittoria per il virus”.

LA RICERCA – Gli esperti del New South Wales Health Pathology lab in Australia sono riusciti a coltivare con successo il coronavirus vivo di pazienti del Nuovo Galles del sud, invece di campioni sintetici. Lo ha annunciato il ministero della Salute australiano, riportato dalla Cnn. “Gli esperti di tutto il mondo saranno in grado di contenere più rapidamente la diffusione del coronavirus nella popolazione, a seguito di una svolta dei ricercatori del Nsw Health”, conferma una nota. Il ministro della Salute australiano, Brad Hazzard, ha sottolineato che il contenimento ora sarà più rapido: “La diagnosi precoce e accurata dei virus infettivi e mortali è fondamentale perché i pazienti non diagnosticati possono trasmetterli inconsapevolmente ad altri”.