Una delle donne ospitate in quarantena alla Cecchignola è stata trasferita in via precauzionale all’ospedale Spallanzani di Roma. La donna fa parte dei 56 italiani rientrati con il primo volo da Wuhan lo scorso 3 febbraio. La donna, riferiscono i responsabili della struttura romana, ha soltanto una congiuntivite ed è negativa al test di nuovo coronavirus 2019-nCoV, ma è stata trasferita in malattie infettive per ulteriori accertamenti. La donna è risultata poi negativa al test

Rimane in Cina, il diciassettenne di Grado che il 3 febbraio scorso non ha potuto volare con gli altri 56 italiani sull’aereo di rientro domani da Wuhan. Dopo aver ottenuto un iniziale via libera al ragazzo è salita la febbre ed è stato nuovamente bloccato.

La donna, riferiscono i responsabili della struttura romana, ha soltanto una congiuntivite (l’iperemia congiuntivale è, insieme alla febbre, uno dei probabili sintomi delle persone contagiate) ed è negativa al test di nuovo coronavirus 2019-nCoV, ma è stata trasferita in malattie infettive per ulteriori accertamenti.
Gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado che sono tornati dalla Cina e che scelgono di restare a casa per un periodo di 14 giorni saranno considerati dalle scuole assenti giustificati. Lo prevede il ministero della Salute, che ha provveduto ad aggiornare la circolare dello scorso primo febbraio, che conteneva “Indicazioni per la gestione degli studenti e dei docenti di ritorno o in partenza verso aree affette della Cina”. La circolare riguarda i bambini che frequentano i servizi educativi dell’infanzia e gli studenti, fino alla scuola secondaria di secondo grado, di ogni nazionalità, che nei 14 giorni precedenti il loro arrivo in italia siano stati nelle aree della cina interessate dall’epidemia.

Si prevede una sorveglianza attiva quotidiana da parte del dipartimento di prevenzione della Asl “attivato dal dirigente scolastico su segnalazione della famiglia. Tale monitoraggio consiste nella puntuale verifica della febbre e dei sintomi del nuovo coronavirus”. Il diritto dei bambini a frequentare liberamente e regolarmente la scuola “in assenza di evidenti e conclamate controindicazioni di carattere sanitario” resta fermo ma “il dipartimento favorisce una permanenza volontaria fiduciaria a casa fino al completamento del periodo di 14 giorni dalla partenza dalla Cina”.

Si tratta di una risposta alle richieste di tre regioni e una provincia governate dalla Lega (Veneto, Friuli, Lombardia e Trento) che chiedevano di tenere a casa i bambini rientrati dalla Cina da un tempo inferiore a quello di incubazione. In questo modo la responsabilità passa in capo alle Asl che devono “favorire” la permanenza volontaria a casa dei bambini. Già oggi quasi tutti i cittadini cinesi rientrati in Italia si sono comunque messi in quarantena a casa.