I nuovi casi di coronavirus accertati in Italia nel bollettino di venerdì 22 gennaio sono 13.633, emersi dall’analisi di 264.728  tamponi (molecolari e antigenici), numero di poco inferiore a quelli processati ieri (267.567) quando i positivi sono stati 14.078. Il tasso di positività  scende leggermente: è al 5,1% (ieri al 5,2%).

Il numero di decessi è pari a 472, in calo rispetto al giorno precedente (521) per un totale, dall’inizio della pandemia, di 84.674 vittime. Con questi dati il totale dei contagi sale a 2.441.854, quello dei dimessi/guariti a 1.855.127 (+27.676). Scende il numero degli attualmente positivi che è di 502.053 unità, in calo di 14.515 rispetto a ieri.

In calo a 2.390 le persone ricoverate in terapia intensiva, 28 in meno rispetto al giorno precedente. Scende a 21.691 le persone ricoverate con sintomi, 354 in meno rispetto al giorno precedente. In isolamento domiciliare ci sono 477.972 persone.

A livello territoriale le Regioni con il maggior numero di contagi sono la Lombardia (1.969), l’Emilia-Romagna (1.347), il Lazio (1.141), e la Sicilia (1.355).

“Per la prima volta dopo 5 settimane di ascesa, l’indice Rt tende a diminuire e si fissa poco sotto 1 e così anche l’incidenza che però rimane elevata intorno a 340 casi di Covid per 100mila abitanti. Per quanto riguarda il tasso di occupazione dei posti letto c’è una tendenza ad una lieve diminuzione, anche se si resta in zona critica. Ciò vuol dire che le misure di contenimento e di restrizione hanno funzionato e che bisogna continuare a tenere dei comportamenti prudenti, tanto più che siamo nel corso di una campagna di vaccinazione ed è bene non sovraccaricare le strutture sanitarie”. Lo sottolinea Gianni Rezza, direttore Prevenzione del ministero della Salute, nel videomessaggio che accompagna il monitoraggio settimanale della Cabina di regia Iss-ministero della Salute.

Redazione