Da settimane il trend dei contagi da coronavirus sta crescendo costantemente. Ed è facile a questo punto cedere all’allarmismo. Di certo il covid-19 non è scomparso con le alte temperature. E quindi la pandemia non se l’è portata via l’estate. Resta allora palpabile la preoccupazione per una seconda ondata che potrebbe tornare a colpire il Paese, soprattutto nel prossimo autunno.

Leggendo i dati emerge però la variabile decisiva, ovvero l’aumento dei tamponi. Tutte le regioni si sono attrezzato per condurre test più rapidi e tempestivi, soprattutto lì dove sono emersi nelle ultime settimane dei focolai. Va poi tenuta in considerazione l’attività di test nei drive-in e negli aeroporti per chi rientra dall’estero, in particolare da Paesi considerati a rischio come Grecia, Spagna, Malta e Croazia.

Mettendo in fila i dati degli ultimi dieci giorni emerge come la proporzione tra nuovi positivi e tamponi effettuati si sia mantenuta effettivamente costante anche se si è passati da 40.642 tamponi dell’11 agosto ai 77.442 del 20 agosto.

Dall’1,01% dell’11 agosto all’1,09% del 20 agosto, con picchi dell’1,23% del 14 (574 positivi su 46.723 tamponi) e minimi dello 0,75% del 18 agosto (403 positivi su 53.976 tamponi).

IL MONITORAGGIO – Nell’ultimo rapporto del ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità si è “confermato un aumento nei nuovi casi segnalati in Italia per la terza settimana consecutiva con una incidenza cumulativa (dati flusso ISS) negli ultimi 14 giorni (periodo 03/8-16/8) di 9.65 per 100.000 abitanti, in aumento dal periodo 6/7-19/7 e simile ai livelli osservati all’inizio di giugno”. Il 28% dei casi sono stati importati dall’estero. L’età mediana dei contagiati è scesa a 30 anni; il 50% dei nuovi positivi ha meno di trenta anni.

L’ALLARME – La risaluta dei contagi “desta non poche preoccupazioni sia perché l’incremento inizia a riflettersi progressivamente sull’aumento delle ospedalizzazioni, sia perché solo negli ultimi 2 giorni, peraltro non inclusi nella nostra analisi settimanale, sono stati riportati quasi 1.500 nuovi casi”, ha detto il Presidente della Fondazione GIMBE Nino Cartabellotta, che mette in guardia visti gli “appuntamenti cruciali per il Paese, quali riapertura di scuole e università e consultazioni elettorali”.