“Confermiamo il trend decrescente della curva” dei contagi e si sta valutando “il modo in cui dovranno essere utilizzate le mascherine nella fase 2 del contenimento”. Lo ha annunciato nel corso di una conferenza stampa Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, precisando come “non esistono zone del Paese dove il virus non circoli”. Su questo è intervenuto anche Gianni Rezza, direttore del Dipartimento di Malattie Infettive in conferenza stampa, che sulla diffusione del Covid-19 nel Mezzogiorno si è detto “moderatamente ottimista”. Il contagio infatti “è stato risparmiato parzialmente grazie agli interventi di distanziamento sociale su scala nazionale. Se mollavamo al Sud avremmo avuto tante Codogno”.

Brusaferro ha quindi precisato che attualmente “l’età media dei pazienti risultati positivi in Italia al coronavirus è di 62 anni con prevalenza del sesso maschile, mentre l’età media dei decessi è di 80 anni.”. Il presidente dell’ISS è intervenuto anche sull’ipotesi, allo studio, che il virus si possa diffondere anche per via area: “I dati che noi abbiamo ci dicono che le vie principali di trasmissione sono quelle per droplet e contatto. La trasmissione per via aelle per droplet e contatto trasmissione per via aerogena era stata ipotizzata e dimostrata in alcuni contesti particolari come in ambito sanitario ma a oggi non abbiamo evidenza che il virus circoli nell’aria”.

Un focus è stato destinato anche all’uso e alla produzione delle mascherine chirurgiche. In questo momento secondo Brusaferro l’ISS ha autorizzato “50 aziende a produrre. Il 1 aprile una ditta lombarda ci ha sottoposto la domanda di autocertificazione, oggi questa ditta è stata autorizzata a produrre e commercializzare. Altre ditte ci stanno sottoponendo delle domande ma non ancora hanno formalizzato la loro autocertificazione. Noi nel momento in cui abbiamo le prove che il filtraggio è quello raccomandato, diamo immediatamente l’approvazione”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Gianni Rezza. Secondo il direttore del Dipartimento di Malattie Infettive “abbiamo dei segnali cautamente positivi, la curva dei casi sta appiattendosi e questo potrebbe essere il preludio a una graduale diminuzione ma bisogna essere molto cauti”. In particolare l’indice ‘R con zero’ “sembra essere più basso che nel Veneto ma il picco era più alto. In questo momento saremo leggermente sotto 1 ma bisogna abbassarlo ancora di più per avere meno casi. Stiamo ancora vedendo la coda di casi di persone contagiate dieci giorni fa, magari in ambito familiare”.