Quattro date per la riapertura. Sono queste le ipotesi sul tavolo del governo Conte, reduce dalla ‘mezza vittoria’ in Europa sul Recovery Fund ma già proiettato sull’ormai prossima Fase 2. Secondo il piano dell’esecutivo saranno quattro lunedì a scandire la graduale ripresa delle attività, ma sulla sfondo c’è sempre la possibilità, in caso di un rimbalzo dell’indice R0, di un rallentamento o di un nuovo lockdown.

Ad avvertire che le riaperture potrebbero seguire un piano regionale è però il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia, per il quale “più un territorio è sicuro, più le misure potranno essere allentante. Ma al contempo, più il contagio sale, più scatteranno nuove restrizioni. Non bisogna abbassare la guardia”.

LE QUATTRO DATE – Per ora, stando a quanto riferisce il Corriere della Sera, sono queste quattro le date chiave per la riapertura. Si parte dal 27 aprile, quando ripartiranno le fabbriche di macchine industriali per l’agricoltura e la silvicoltura, mentre si attendono ancora risposte sulla richiesta di riprendere anche i lavori nei cantieri nautici.

Il 4 maggio è atteso invece l’allentamento delle misure restrittive sui movimenti, pur restando in vigore l’autocertificazione. Via libera anche allo sport all’aria aperta, seppur non di gruppo. Il 4 maggio inoltre è fissata anche la ripresa del settore tessile e della moda e, nel caso non vi sia l’ok al 27 aprile, anche per la nautica. Lo stesso giorno, come annunciato dal direttore dei Monopoli Marcello Minenna, ripartiranno anche Lotto e Superenalotto

Per l’11 maggio, sempre se l’indice di contagio continuerà a scendere, o quantomeno non riprenderà a salire, si partirà con la vendita al dettaglio nei negozi di abbigliamento e calzature. Ovviamente la ripresa sarà segnata da forti limitazioni dovute a distanziamento e sistemi di protezione e sanificazione. Non riprenderanno invece la loro attività centri commerciali e mercati rionali che non vendono alimenti.

Ultima data chiave per l’esecutivo è il 18 maggio, quando si dovrebbe consentire la riapertura di bar e ristoranti. Anche in questo caso il ritorno alla ‘normalità’ sarà ben lontano: le regole per consentire alle attività di rimanere aperte saranno particolarmente restrittive, dal distanziamento alle misure sanitarie per impedire il contagio. Nel limbo tra l’11 e il 18 maggio invece parrucchieri e centri estetici, due settori considerati tra quelli a maggior rischio, con la riapertura legata all’andamento del contagio nei prossimi giorni.