Saranno possibili le passeggiate, ma non le corse nei parchi. Sarà possibile spostarsi tra i comuni ma non tra le regioni, andare dai parenti ma senza creare assembramenti. Saranno così i primi giorni della fine del lockdown in Italia, fissato al prossimo 4 maggio. Non un “libera tutti”, come ripetuto da più parti, ma un progressivo, lento e cauto ritorno alla normalità.

Per tutta la giornata il premier Giuseppe Conte ha avuto davanti a se il piano messo a punto della task force guidata da Colao: ne ha discusso con i ministri, con il comitato tecnico-scientifico, con le parti sociali e infine con le regioni e i comuni. Ha frenato sulla possibilità, presentata da Colao, di riaprire alcune attività già dal 27 aprile.

L’ipotesi sul tavolo del governo, è di autorizzare dalla metà di maggio prima l’apertura dei negozi al dettaglio, poi di bar e ristoranti. La prospettiva è che il 4 maggio queste attività restino ancora ferme ma con la possibilità di eccezioni, come consentire la vendita da asporto per la ristorazione, che si aggiungerebbe alle consegne a domicilio, già permesse. Non sarebbero ancora definite date, ma un’ipotesi sarebbe far riaprire i negozi dall’11 maggio, la ristorazione dal 18.

Il piano della fase due sarà annunciato entro la fine della settimana con l’obiettivo di tenere sempre sotto controllo la curva epidemiologica “per non farsi trovare impreparati in caso di una possibile risalita”. Si prevede dunque “un allentamento delle misure restrittive, ma non uno stravolgimento“.