Da due settimane sta regalando mascherine in giro per il quartiere perché “non ce la faccio a vedere la gente soffrire, voglio che sorridano”. A dare la scossa a Rosario Ciardi, 30enne residente del quartiere napoletano di Pianura, è stata la madre, preoccupata dall’emergenza coronavirus e dalle difficoltà che vivono quotidianamente numerose persone che vivono nella periferia di Napoli. “Le ho detto ‘mamma non ti preoccupare, le aiuto io’ e ho iniziato ad organizzarmi insieme a un mio amico”.

Rosario, ribattezzato dagli amici ‘Lupin‘ (“ma solo perché ci assomiglio, non pensate male”),  ha consegnato oltre 150 mascherine ‘fai da te’ perché prodotte con un lenzuolo bianco (100% cotone) e con gli elastici. “Non prendo soldi, il mio guadagno è la loro gioia e la loro speranza. ‘I miei soldi sono i vostri sorrisi’ dicevo alle persone che ritiravano la mascherina. Dovremmo amarci di più in questo quartiere, fare meno critiche ed essere tutti più collaborativi. La mia iniziativa è volta a lanciare un abbraccio collettivo a tutti attraverso la consegna di queste mascherine”.

Rosario lavora in un ristorante-pizzeria a Santa Chiara, nel centro di Napoli, è in queste settimane di quarantena dovuta all’emergenza coronavirus ha deciso di attivarsi per il suo quartiere.  “Tutto è iniziato anche un po’ per noia, dopo sei giorni di quarantena vedevo che c’erano persone anziane che non potevano scendere, a partire dal mio palazzo. Persone che non potevano fare la spesa. Così un bel giorno, dopo aver parlato con mia madre, ho deciso di aiutarle. Ho iniziato – spiega –  prima a fare la spesa a chi abitava nella mia zona, quella del parco Italsider. Poi mi sono fermato perché ho mamma, papà e zio che hanno diverse patologie. Ho preferito evitare di andare sempre in luoghi affollati come i supermercati perché una volta tornato a casa avrei messo a repentaglio la loro salute”.

Rosario ha iniziato a creare mascherine prima insieme a un amico, poi con l’aiuto di una signora. La consegna avviene a piedi a tutte quelle persone che, tramite passaparola, ne fanno richiesta. “Mi va di farlo anche se ho poco materiale, il quartiere è grande e le persone che hanno bisogno di mascherine sono ancora numerose. Ci sono stati giorni – spiega Rosario – dove scendevo alle 9 di mattina e tornavo alle 6 di sera. Poi ho capito che era diventato troppo impegnativo girare a piedi per Pianura, oltre che pericoloso per i miei familiari che soffrono di altre patologie, e quindi ho iniziato a dare appuntamenti all’esterno del mio parco per consegnare le mascherine.

“Ne ho distribuite tantissime, almeno 150,  poi quando mi sono finite sono andato a comprarne una decina in un negozio presente su Corso Duca D’Aosta. Le ho pagate due euro l’una consegnandole perà gratis, senza prendermi un centesimo”.