“Siamo in guerra. Oggi non è garantita la libertà di vivere ai cittadini, ci sono troppi speculatori in giro per il mondo”. E’ quanto denuncia il Governatore della regione Campania Vincenzo De Luca nel corso di una diretta su Facebook. “In guerra ci sono fenomeni di accaparramento di beni, mercato nero di beni, gente che fa speculazione sui prezzi, altri sfruttano l’emergenza mettendo sul mercato farmaci inutili. Abbiamo verificato l’assalto ad alcune forniture che dovevano arrivare nella nostra regione o la nascita di alcuni intermediari o società che pretendono pagamento anticipato senza garanzie sul prodotto. Ripeto, è una guerra. C’è una diffusione irresponsabile di notizie false, c’è gente che si diverte nei momenti drammatici per diffondere stupidaggini”.

IL PICCO – “Bisogna stringere i tempi, la battaglia non si vincerà a brevissimo ma sarà vinta prima” spiega De Luca che aggiunge: “Dobbiamo fare i sacrifici richiesti e tenere duro. Abbiamo giornate che ci tolgono la tranquillità, giornate pesanti perché bisogna rincorrere i problemi di ora in ora ma vedrete che ce la faremo”. Per il Governatore il picco arriverà “alla fine della prima settimana di aprile con più di 3mila contagi“.

IL PUNTO SUI CONTAGI – “Ieri 135 nuovi contagi per un numero complessivo di 1454 contagiati. In terapia ci sono 101 ricoveri, sono ricoverati 448 nostri concittadini più quelli in isolamento domiciliare. Fino alle 11 di ieri sera eravamo a 80-85 decessi. A mezzanotte sono arrivati i dati nella casa per anziani Madonna dell’Arco, a Sant’Anastasia. Lì 52 persone anziane col Coronavirus. Così siamo arrivati a 135. Secondo un algoritmo, ci saranno 1721 contagi per domenica, 223 domande di ricoveri in terapia intensiva, 493 ricoveri in ospedale. Siamo concentrati su questi numeri, siamo pronti per questi numeri, poi puoi avere uno scarto in meglio e in peggio ma questo è il nostro riferimento”.

MOSSE TARDIVE DA ROMA – Poi la ‘ramanzina’ al Governo: “Il coronavirus c’è ed è drammatico ma non dobbiamo mollare. Il Governo sta facendo un lavoro importante, io ho solo una riserva: queste misure le avrei prese prima. Avremmo così limitato la diffusione del contagio. Noi, il governo della regione Campania, abbiamo fatto tutto in anticipo rispetto a quanto avvenuto in altre Regioni e a livello nazionale”.

MASCHERINE UTILI PER MEZZ’ORA – Il Governatore poi chiarisce la polemica con il Governo e la Protezione civile sull’arrivo tardivo delle forniture: “Qualche giorno fa ho sollevato un problema forte sulle forniture che non arrivavano dal Governo. Ci sono momenti in cui bisogna alzare la voce ma non contro lo Stato e la Protezione civile che lavorano duramente. Abbiamo il dovere di parlare chiaro e denunciare quello che accade. Abbiamo alzato la voce per far arrivare in modo diretto il messaggio al Governo: abbiamo verificato l’emergere di criticità pericolose e le abbiamo segnalate”. Tuttavia “lunedì notte (23 marzo, ndr) siamo arrivati a un punto tale di criticità che mancavano mascherine da destinare a operatori del 118. Dispositivi arrivati dal Governo solo mercoledì sera con un quantitativo di mascherine, circa 30mila p2 e 2700 p3, che ci bastava per mezz’ora. Poi ieri, giovedì, hanno inviato tute di protezioni e altri materiali di sicurezza importanti. Mi auguro che sia l’inizio di una programmazione di forniture precisa”.


DUE EMERGENZE – Per De Luca “abbiamo  due emergenze in Italia: la prima è la Lombardia, che resta la priorità. La seconda priorità, di livello inferiore ovviamente, è quella di evitare di far esplodere l’epidemia al Sud perché sarebbe una tragedia per l’Italia e non ci consentirà di aiutare la Lombardia”.

“Anche il commissario Arcuri ha detto che il sistema è inceppato. Ci sono problemi mondiali per le forniture. A me basta che dicano così chiare: se non riescono a mantenere impegni su forniture basta che lo dicono, così ci organizziamo” ha aggiunto.

De Luca polemizza poi contro coloro che contestano la limitazione della libertà personale dei cittadini: “In un Paese nel quale per anni è stata massacrata la vita privata di persone e famiglie oggi si solleva il problema della tutela della privacy. Ci viene contestato che queste disposizioni limitano la libertà dei cittadini ma invece sono per tutelare la loro salute”.

MODELLO COREA UNA ‘BALLA’ – Bocciato anche il modello Corea del Sud: “Qualcuno ha evocato il modello Corea. Lì non sono stati fatti tamponi a tutti, è una balla. Sono stati fatti 300mila tamponi su 50 milioni di abitanti. In Corea però sono stati controllati i cittadini ad uno a uno con i sistemi informatici, con i sistemi telefonici. Sono state controllate carte di credito. Si è esagerato insomma”.