Come garantire la salute di studenti e personale scolastico a settembre quando, il condizionale è d’obbligo, si dovrebbe ritornare tra i banchi di scuola? Dopo il decreto scuola anta in porto lunedì, con i provvedimenti su esami di maturità e terza media basati sulla ‘data fatidica’ del 18 maggio, si pensa già alla ripresa della didattica di settembre.

Per questo il ministro della Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone e i sindacati hanno firmato un protocollo riguardante tutto il pubblico impiego, che andrà “tradotto con misure specifiche per organizzare la scuola da settembre”, come spiegato all’Ansa dalla segretaria generale Cisl Scuola Maddalena Gissi.

La necessità è quella di “contingentare l’accesso agli spazi comuni, come mense e aree di attesa, con la previsione di una ventilazione o aerazione continua dei locali, e di un tempo ridotto di sosta all’interno di questi spazi e con il mantenimento della distanza di sicurezza”. Per questo una delle ipotesi allo studio è di tornare in classe una volta al mese, potenziando la didattica a distanza tra studenti e professori. Per evitare le “classi pollaio” inoltre si pensa al ripristino dei doppi turni, così come a turni nelle mense dei refettori degli edifici scolastici per evitare assembramenti.

“La ministra Azzolina si dovrebbe preoccupare di avere, oltre ad un piano B e C , anche un piano di riserva concordato con la Protezione civile e i ministeri, partendo dal potenziamento degli organici: invece sono stati preannunciati dei tagli”, fa notare infatti la segretaria Cisl Gissi.

Altro allarme viene lanciato invece dal segretario della Flc Cgil Francesco Sinopoli. Per la scuola infatti il prossimo anno, a fronte di circa 70 mila studenti in meno, è prevista anche la diminuzione di 8mila docenti tra organico di diritto e di fatto. Per Sinopoli “servono maggiori investimenti” in quanto “si sta assecondando l’idea che la didattica a distanza possa essere sostitutiva della scuola, cosa che non è assolutamente”.