“Ottobre è il mese in cui cominciano le patologie respiratorie, non a caso consigliamo il vaccino. Tanto più ci si avvicina a questo periodo, all’autunno, tanto più ci si avvicina a una seconda ondata. Sappiamo che in autunno aumenta possibilità di trasmissione, anche perché non stiamo più all’aperto”. Queste le parole di Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità, in audizione in commissione Bilancio Camera.

“La famosa ipotesi della seconda ondata è collegata a questo, che, dal punto di vista tecnico-scientifico è un dato obiettivo” aggiunge ricordando che da “ottobre in poi, comincia la stagione in cui le infezioni alle alte vie respiratorie si diffondono e si raccomanda la vaccinazione antinfluenzale”.

Ad oggi “ci troviamo ad aver superato la curva di picco, siamo in discesa e siamo in una fase di controllo della situazione che però richiede un’attenzione particolare. E’ stato messo a punto un sistema di monitoraggio concordato tra Stato e Regioni, rilevato con cadenza settimanale. Ci avviamo a una sfida più importante, la liberalizzazione della mobilità, anche internazionale”.

Per Brusaferro, in riferimento ai casi regione per regione, “possiamo individuare un’Italia a tre velocità, ma in tutte le regioni c’è un decremento. Il virus è ancora presente, i comportamenti adottati sono la misura più efficace per ridurre la contaminazione”. Il presidente dell’Iss ha poi ricordato che “siamo tra quelli che fanno più tamponi tra i paesi occidentali. Siamo intorno a 60-70 mila al giorno. Il commissario Arcuri sta facendo gare per acquisire i reagenti. Anche la tecnologia, come la patologia, è in evoluzione: la testistica sarà migliorate”.

“Questa epidemia pone una serie di domande e di opportunità. Cioè pensare alla Sanità nei prossimi 10 anni. Abbiamo colto elementi di forza e di debolezza. Mi piace sognare che ne usciamo più forti da questa epidemia” ha concluso Brusaferro.