La speranza c’è, si intravvede. Per adesso è solo uno spiraglio ma le dichiarazioni di Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, fa tirare un sospiro di sollievo: “La curva ci mostra chiaramente una situazione di decrescita dei contagi, è un segnale positivo, ma non deve farci abbassare la guardia. Il trend dimostra come le misure prese sono state efficaci per rallentare l’epidemia in vari contesti. In Lombardia si conferma il trend positivo”.

Nel dettaglio, Brusaferro ha spiegato che “l’età media dei decessi è 80 anni, il 60% aveva più di tre patologie. Sono colpiti soprattutto gli uomini, le donne sono il 32%. I dati arrivano sull’analisi di 1500 cartelle cliniche”.

Ma il pericolo non è scongiurato. Il covid19 è un virus che, in assenza di vaccino, non va mai sottovalutato. “Non dobbiamo abbassare la guardia. Non dobbiamo illuderci che la situazione sia risolta. Siamo in un momento festivo, Pasqua nella nostra tradizione è un momento di condivisione familiare, religioso. E’ un momento dove di solito ci aggreghiamo e quest’anno purtroppo non potremo aggregarci. Il fatto che le curve ci mostrino questo decremento è un segnale positivo, ci mostra che possiamo controllare la diffusione di questa epidemia ma possiamo farlo mantenendo le misure”.

Il presidente dell’ISS ha quindi avvertito che “dopo Pasqua, al di là delle decisioni del Governo, dobbiamo evitare che il numero dei contagi cresca e mantenere la soglia R0 sotto 1 evitando così che la curva riparta. Quindi servono distanziamento sociale e igiene personale. La sfida nelle prossime settimane è riorganizzare la nostra vita potendo adottare queste misure”, ha concluso Brusaferro.

Ancora a proposito della Lombardia, Brusaferro ha sottolineato il dato drammatico delle Rsa

per anziani. Sono infatti “1822 i decessi nelle Rsa della Regione”. Mentre anche nelle regioni del Sud i numeri “sia pure contenuti, sono in calo”.

LOCKDOWN VERSO LA PROROGA – Nelle prossime ore il presidente Giuseppe Conte potrebbe annunciare che dal 14 aprile, se la curva dei contagi continuerà a calare, librerie e cartolerie potranno riaprire, insieme alle aziende che fabbricano macchine agricole, a quelle che lavorano il legno e ai negozi di abbigliamento per neonati. Per tutti gli altri, compresi i cittadini a casa, la data della fine del lockdown dovrebbe essere il prossimo 4 maggio: se i numeri dell’epidemia continueranno a calare, per gran parte dei cittadini  potrebbero allentarsi le misure restrittive sulla libertà personale. Resterebbero ancora in vigore per un po’ per quei cittadini più a rischio, come gli anziani.

Un calendario, questo, scelto non a caso. La ripartenza più urgente, quella delle imprese, inizierà già dopo Pasqua mentre le misure relative alla libertà dei cittadini partiranno necessariamente dopo una serie di festività, Pasquetta, il 25 aprile e il 1 maggio.