Arriva il via libera dell’Aifa, l’agenzia italiana del farmaco, sulla sperimentazione scientifica del Tolicizumab, con Napoli e Modena capofila. E’ quanto annuncia Vincenzo Montesarchio, infettivologo dell’ospedale Cotugno di Napoli che insieme al collega Paolo Ascierto, direttore dell’unità di immunologia clinica del Pascale, ha avuto modo di verificare l’effetto positivo del farmaco sulla polmonite indotta dal Coronavirus.

“Partiremo con priorità immediata in 10-15 giorni su 250 pazienti in Italia” ha annunciato Montesarchio dopo miglioramenti incoraggianti avuti nell’ultimo fine settimana su altri quattro pazienti ricoverati nell’ospedale Cotugno di Napoli trattati con il Tocilizumab, il farmaco anti artrite.

In totale sono 11 i pazienti trattati a Napoli con il farmaco off label a seguito di una sperimentazione nata dalla collaborazione tra il direttore della Uoc di oncologia dell’azienda ospedaliera dei Colli, Vincenzo Montesarchio, e il direttore dell’unità di oncologia melanoma, immunoterapia oncologica e terapie innovative dell’istituto Pascale di Napoli, Paolo Ascierto.

“Quattro dei pazienti in rianimazione stanno meglio – spiega Montesarchio all’agenzia Dire -, per il primo paziente si attendono le valutazioni del rianimatore prima di procedere ad estubarlo”. Per tre dei quattro pazienti a cui è stato somministrato il Tocilizumab a partire da sabato “c’è stata un’ottima risposta al farmaco. Non erano in rianimazione – sottolinea Montesarchio – ma erano ricoverati in condizioni severe”.

Nel corso dell’ultima settimana sono stati diversi gli ospedali italiani che hanno chiesto informazioni a riguardo. Stamattina è arrivata anche dall’ospedale di Prato la richiesta di riscontri sul Tocilizumab per somministrarlo ad alcuni pazienti. Risultati incoraggianti arrivano anche “dall’ospedale di Cosenza, dove due pazienti hanno risposto molto bene. Sono risultati importanti”. Altre sperimentazioni anche a Milano, Fano, Pesaro e Modena.

“In questo momento di grande tensione è doveroso un ringraziamento ai nostri angeli qui al Pascale. Sono loro – questo il ringraziamento dell’oncologo Paolo Ascierto a tutto il team dell’unita’ di melanoma, immunoterapia oncologica e terapie innovative del Pascale- che con la determinazione e l’umanità di sempre continuano a prendersi cura ogni giorno dei nostri pazienti affetti da melanoma, che oggi piu’ che mai hanno bisogno di supporto e rassicurazione”.

Anche in Puglia, “su alcuni pazienti selezionati, contagiati dal coronavirus”, è già iniziata già la somministrazione del farmaco Tocilizumab. Ad annunciarlo il responsabile della task force regionale, Pierluigi Lopalco, rispondendo ad una domanda in videoconferenza stampa organizzata per presentare il piano ospedaliero anticoronavirus.

Il farmaco non previene l’infezione da coronavirus ed è stato testato solamente sugli ammalati molto gravi. Dai primi dati a disposizione in Italia il Tocilizumab sta dando buoni risultati nei casi gravi di polmonite interstiziale e per questo la Regione Puglia, la settimana scorsa, ha chiesto e ottenuto dalla Roche, la società che lo produce, di poter aver delle scorte.

“L’idea è nata perché noi usiamo l’immunoterapia nei tumori e alcuni effetti collaterali li trattiamo con il tocilizumab. Il meccanismo che sta alla base del distress del Covid -19 è molto simile a quello dei trattamenti oncologici per questo motivo abbiamo incominciato ad usarlo sui pazienti Covid. Inoltre ci siamo confrontati con i medici cinesi che avevano già usato il farmaco in 21 pazienti e in 20 si era registrato un miglioramento importante” racconta all’agenzia di stampa Dire Paolo Ascierto, presidente Fondazione Melanoma e direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Tumori Pascale di Napoli, che insieme all’ospedale Cotugno, centro di riferimento regionale per l’emergenza coronavirus e specializzato in malattie infettive, ha utilizzato il farmaco tocilizumab nel trattamento dei primi pazienti in Italia con Covid-19.

“Il farmaco- precisa meglio Ascierto- agisce sulla complicanza di questo virus cioè sull’infiammazione importante che il Covid-19 crea. Insomma diminuisce l’iperattività del sistema immunitario che è quella che causa l’insufficienza respiratoria”. Molti si chiederanno ma i pazienti, una volta guariti, riprendono da subito la funzionalità respiratoria? “Quello che ci hanno detto i colleghi cinesi- risponde l’esperto- è che in due settimane dal trattamento i pazienti sono stati dimessi e sono tornati a casa. Chiaramente segue per loro un periodo di convalescenza nel proprio domicilio. Ma è davvero un grande risultato”. Per chiudere, però, Ascierto vuole ribadire che “l’isolamento contenitivo è la prima misura importante, l’unica che in questo momento può in qualche modo ridurre il numero dei contagiati. E’ quello che hanno fatto in Cina e ha dato i suoi risultati. La Cina sta uscendo dalla crisi ne usciremo sicuramente anche noi ma a patto di fare fronte unico”.