“Hai lottato fino alla fine come un leone anche se soffrivi, addio angelo bello”. E’ solo uno dei numerosi messaggi che in queste ore si stanno susseguendo sui social per commemorare la morte di Filippo Di Maso, una delle vittime più giovani del covid in Italia. Filippo aveva 19 anni ed è deceduto nella mattinata di martedì 13 aprile dopo oltre due settimane di ricovero all’ospedale San Giovanni di Dio di Frattamaggiore. Viveva ad Afragola, popoloso comune a nord di Napoli, e aveva contratto il covid a fine marzo. Le sue condizioni si sono aggravate con il passare dei giorni.

Le difficoltà respiratorie, dovute anche ai problemi di sovrappeso del giovane, hanno reso necessario il ricovero in ospedale. Poi nel giro di pochi giorni il passaggio in terapia sub-intensiva prima, con al respirazione assistita, e in terapia intensiva poi, dove il 19enne è stato intubato. Sono stati giorni di forte preghiera nella comunità afragolese e, soprattutto, nella paranza dei Falchi di Afragola, i fujenti devoti alla Madonna dell’Arco che proprio nelle scorse settimane hanno auspicato, nel corso della ricorrenza, la guarigione del fujente (o battente) Filippo.

Se si scorre la pagina Facebook del 19enne non può non colpire l’affetto e le numerose dediche che dal primo aprile sono andate avanti fino ad oggi, giorno di lutto e dolore per la sua prematura scomparsa. Centinaia i messaggi di sostegno e di preghiera per Filippo, fino al drammatico epilogo delle scorse ore: “A soli 19 anni non doveva andare così, buon viaggio amore mio dai tanta forza alla tua mamma, al tuo papà e a tua sorella che adesso hanno bisogno del tuo calore”.

 

Napoletano doc (ma con origini australiane e sannnite), sono un aspirante giornalista: mi occupo principalmente di cronaca, sport e salute.