Quella incassata in Senato non è una vera e propria vittoria e Giuseppe Conte lo sa bene. I numeri “non sono straordinari” dice anche se, per il momento, “si va avanti e adesso bisogna correre, per superare l’emergenza sanitaria e la crisi economica”. Il piano è tirare dritto e non dimettersi. In giornata Conte salirà al Colle per riferire al presidente Mattarella. Poi il vertice di maggioranza, lavorare per far approvare Recovery e scostamento di bilancio. Entro due settimane dovrà allargare la maggioranza. Se non ci riuscirà dovrà arrendersi e salire al Colle.

Conte informerà oggi il Capo dello Stato Sergio Mattarella sull’evoluzione della crisi di governo e in questa occasione è probabile che il premier rassicuri il Presidente sui tempi del rafforzamento della maggioranza. Il Quirinale osserva con costante preoccupazione la crisi e il risultato di ieri sera non cambia quel “fare presto” che guarda all’emergenza pandemica e ai tanti problemi del Paese. Il problema per Mattarella è anche il pressing delle opposizioni che già ieri sera chiedevano udienza al Quirinale.

L’urgenza è quella di trovare in fretta almeno cinque o sei “costruttori”, anche perché i senatori a vita Segre, Monti e Cattaneo spesso non prendono parte ai lavori. “Se non ci sono i numeri questo governo va a casa”. Nel Pd c’è chi spera che la ricomposizione con Italia viva sia solo questione di tempo, ma il premier ha orgogliosamente “voltato pagina” e sogna di portare via a Renzi più senatori possibile. Lasciandolo dall’altra parte del campo. Se non vorrà arrendersi al passaggio ad alto rischio del Conte ter Conte dovrà far fruttare al massimo il “pacchetto” che contiene patto di legislatura, rimpasto e legge proporzionale.

Senza una reale maggioranza portare avanti i lavori sarebbe impossibile. Tanto che diversi ministri ritengono inevitabile, da qui a poco, il passaggio ad alto rischio verso un Conte ter. Cambiare radicalmente la squadra significa però obbligare Conte ad un nuovo passaggio in Parlamento e stavolta la soglia, trattandosi di un nuovo governo, sarà quella di 161. Conte spera di potersi limitare, nel rafforzamento della squadra di governo, a trasferire ai nuovi arrivati il ministero dell’Agricoltura, quello della Famiglia e la poltrona di sottosegretario agli Esteri.

Redazione