“Saremo maledetti dai nostri figli”. Discorso durissimo di Matteo Renzi al Senato. Si gioca a Palazzo Madama la partita per il governo. La fiducia, dopo quella sicura conquistata all’esecutivo guidato da Giuseppe Conte alla Camera, è in bilico. I numeri ballano. I giorni scorsi sono passati tra accuse, trattative, caccia a “responsabili” e “volenterosi” e “costruttori”. Italia Viva, che la settimana scorsa ha ritirato le ministre Elena Bonetti e Teresa Bellanova e il sottosegretario Ivan Scalfarotto aprendo la crisi, ha annunciato che si asterrà dal voto. Quello di Renzi era l’intervento più atteso della giornata. Stasera le operazioni di voto.

Il leader di Iv nel suo discorso ha spiegato i motivi dello strappo nel “governo più bello del mondo”. Italia Viva vuole un governo più forte. E quindi Renzi ha elencato mese per mese il pressing, spesso inascoltato, di Iv al governo e al Presidente del Consiglio. E quindi i punti di rottura, le risposte alle crisi economica, sanitaria, scolastica che hanno scatenato la rottura nell’esecutivo. Al centro del discorso non ci dovrebbero essere le poltrone, ha aggiunto l’ex premier, ma il Recovery Fund, il futuro del Paese.

“Ora o mai più si può fare una discussione: ora ci giochiamo il futuro, non tra sei mesi. Oggi è l’ultima notte di Trump nella stanza di Lincoln, domani si apre una pagina nuova. Qualche giorno fa Merkel e Macron hanno chiuso un accordo con le istituzioni europee insieme alla Cina e noi non siamo entrati nemmeno in partita. La Brexit ora gioca la sua sfida. Ora o mai più perché questo è l’anno del G20. Ora o mai più perché ora vanno rimandati i ragazzi a scuola, non con i soldi buttati via dei banchi a rotelle ma con i vaccini. Ora o mai più per l’economia: i ragazzi sono chiusi in casa e pagheranno i conti della crisi”. E quindi il passaggio più emotivo dell’intervento in aula: “Quale Next generation Eu se ai nostri figli lasciamo montagne di debito? Ora o mai più per il Mes. In tanti hanno chiesto di finanziare il piano per la ricerca. Saremo maledetti dai nostri figli se non investiamo sulla scuola e sulla sanità – ha invocato – Parliamo di questo, del futuro e non della lotteria degli scontrini, dell’economia green non della logica Nimby, del terzo settore non di chi deve comprarsi il Monte dei Paschi”.

E’ sulle idee, sulle proposte, che Renzi mette l’accento. “‘Se ve ne andate perderete tutto’, ci hanno detto. Sì. E ve lo diciamo guardandovi negli occhi. Quando si fa politica si può anche rinunciare a una poltrona, non si può rinunciare a un’idea”. L’ex premier ha rivelato di aver rifiutato un incarico internazionale, perché “in questo momento non è in ballo il destino personale di tizio, caio o sempronio. E’ in ballo il destino dell’Italia”.

“Questo luogo esige e merita rispetto, nella sua valutazione rispetto al fatto che questa crisi è incomprensibili, mi impone di dirle guardandola negli occhi cosa ha portato in questi mesi ad allontanare il nostro cammino dal Governo. Noi pensiamo che questo Governo non sia il migliore del mondo e che davanti alla pandemia ci sia bisogno di un Governo più forte” e che per il Paese “mi sarei aspettato da lei un elenco ambizioso, non un sommario. Ma un grande sogno, un orizzonte”. Infine un appello, pur sottolineando il “mercato indecoroso” di questa fase: “Signor presidente del Consiglio, lei può venire in Parlamento e trovare la maggioranza: vediamo se arriverà a 161 … volete andare avanti con una maggioranza raccogliticcia davanti al più grande piano per il futuro del Paese? Vi auguro che sia maggioranza, raccogliticcia lo è sicuramente. Ve lo auguro, ma fate presto perché non avete tempo da perdere”.

Antonio Lamorte