Clorochina, dubbi e speranza. È questa la sintesi operata dal quotidiano francese Le Figaro sulla cura contro il coronavirus messa in campo all’Ihul’Istituto ospedaliero universitario Méditerranée Infection di Marsiglia, dal virologo Didier Raoult, medico 68enne francese che a gran voce ha dichiarato di avere la cura contro il Covid-19.

Il direttore dell’istituto ha avviato una sperimentazione su un gruppo di pazienti positivi al virus, somministrando loro il mix di idroclorochina, farmaco contro la malaria, e un antibiotico, l’azitromicina. I suoi risultati sembrano incoraggianti: tre quarti dei pazienti trattati con il Plaquenil, nome commerciale della clorochina, erano negativi al virus dopo sei giorni di trattamento. Il restante 25% , pur restando positivo, non si è aggravato.

Il protocollo messo in campo dal virologo ha inizialmente suscitato un’ondata di scetticismo nel paese anche per via della personalità controversa del professore. Nonostante il bilancio dei contagiati  in Francia e nel resto del mondo continui a crescere, lui ripete che quella che si sta diffondendo è una psicosi di massa e che i morti di coronavirus non cambieranno le statistiche sul numero di decessi annuali per via delle infezioni respiratorie.

Lo stesso presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, lo ha voluto tra i membri del consiglio scientifico contro il Covid-19 e ministro della Salute Olivier Véran ha dichiarato di essere costante in contatto con lui per aggiornamenti sulla terapia.

Le malattie infettive non sono molto complicate – ha dichiarato in un’intervista rilasciata a La Provence – sono diagnosi e trattamento. Non mi importa cosa pensano gli altri. Non sono un outsider, sono quello che è  più avanti. Nel mio mondo, sono una star mondiale, non sono affatto contro corrente. Faccio scienza, non politica”.

Nonostante le lunghe file fuori dal suo istituto, al momento i risultati raggiunti da Raoult, su un campione di circa 30 persone, hanno una portata limitata. L’obiettivo è allargare la sperimentazione: già nei prossimi giorni altri ospedali metteranno in campo il protocollo testato a Marsiglia su oltre 3mila pazienti.