Chi attendeva il via libera alla consegna di cibo a domicilio o alla riapertura delle librerie è rimasto delusi. “Stiamo ragionando sulla possibilità di anticipare la ripresa di alcune attività economiche, ma decideremo in base all’andamento dell’epidemia”, ha detto Vincenzo De Luca durante il suo consueto videomessaggio su Facebook. In compenso, però, dal governatore è arrivata una prima apertura sull’allentamento delle misure restrittive: “Se manteniamo comportamenti corretti, verso la metà maggio potremo dire di essere la prima regione fuori dall’emergenza Coronavirus. Ma se altre Regioni dovessero decretare la fine del lockdown mettendo a rischio il resto d’Italia, non esiteremo a chiudere i confini della Campania”.

A stemperare il timido ottimismo del governatore sono stati i continui richiami al senso di responsabilità a proposito dell’imminente fase 2. In tutta Italia si discute del ripristino delle attività economiche e dell’allentamento delle misure che limitano i rapporti sociali. Il Veneto è già su questa strada, la Lombardia intende dire addio al lockdown a partire dal prossimo 4 maggio, quando non saranno più validi i provvedimenti adottati nelle scorse settimane dal governo nazionale.

Sul punto De Luca ha dimostrato di avere le idee chiare: “Se qualche Regione accelera in maniera irresponsabile, la Campania è pronta a vietare l’ingresso dei cittadini provenienti dai territori dove il contagio è in corso. Sarebbe drammatico riaprire tutto e, dopo sole due settimane, essere costretti a disporre nuovamente misure restrittive”. Il discorso sulla fase 2 riguarda direttamente le attività economiche. I vertici di Palazzo Santa Lucia hanno incontrato i rappresentanti delle imprese edili, dei cantieri nautici e degli stabilimenti balneari per concordare le linee-guida in vista di un graduale ritorno alla normalità.

Ma le maggiori attese riguardavano la consegna di cibo a domicilio, finora vietato nonostante le pressioni degli esercenti e del sindaco di Napoli Luigi de Magistris. La posizione di De Luca ha deluso quanti, nelle ore immediatamente precedenti il discorso del governatore, già esultavano per il presunto via libera alla consegna di cibo a domicilio. “Non faremo le cose più comode e facili, ma quelle più giuste per la tutela della salute – ha fatto sapere il governatore – Sul cibo da asporto decideremo in base all’andamento dell’epidemia”.

Durissima la replica di Pasquale Russo, direttore generale della Confcommercio: “La conferma del divieto di consegna di pizze a domicilio è inspiegabile e non va incontro alle esigenze di imprenditori, lavoratori e cittadini così come avevano sottolineato tantissimi nomi importanti della ristorazione napoletana”. Netta la presa di posizione anche di Massimo Di Porzio, presidente della Fipe-Confcommercio: “Il via libera alla consegna di cibo a domicilio poteva essere un sollievo per i cittadini e per imprese e lavoratori: parliamo di 4mila aziende in tutta la Campania, nessuna delle quali accede al contributo regionale di 2mila euro che, tra l’altro, non costituirebbe una risposta alla grave crisi prodotta dalla pandemia”.

Nei prossimi giorni, infine, De Luca incontrerà i rappresentanti del mondo del turismo regionale per il quale ha lanciato un appello al governo nazionale e all’Unione europea: senza l’intervento di queste autorità, ha ammonito il governatore, “il settore della ricettività rischia di non riprendersi dalla crisi”.