“Ho appena ricevuto una mail dall’avvocato di Olesya Rostova che conferma la volontà di cooperazione con noi e accetta la richiesta di fornirci i risultati degli esami scientifici sulla ragazza prima del collegamento di oggi. A questo punto parteciperemo alla registrazione del programma con la Tv russa che sarà mandato in onda domani”. A dirlo è l’avvocato Giacomo Frazzitta, legale di Piera Maggio, la mamma di Denise Pipitone a un giorno dalla trasmissione sulla tv russa che potrebbe dare la svolta al caso della bimba scomparsa da Mazzara del Vallo nel settembre del 2004.

Il legale aggiunge che l’esito degli esami “verrà subito comunicato alla Procura di Marsala” che indaga sul caso e che sulla vicenda “verrà mantenuto un comprensibile riserbo fino a domani”. ”Trovo che sia aberrante che una ricerca della verità di questo tipo sia in attesa degli umori di un programma televisivo”, ha dichiarato il conduttore del programma “Quarto Grado” Gianluigi Nuzzi.

Di fronte alla sottrazione di Denise Pipitone oggi c’è un ipotesi che non è vagliata né dalla magistratura italiana che potrebbe farlo né da quella russa. La vicenda non può essere chiarita in base all’iniziativa privata di un editore televisivo”. “Mi stupisce – conclude Nuzzi – che non si siano attivati i canali diplomatici, siamo qui passivi a sperare che ci comunichino l’esito del test. Se invertissimo le parti e fosse una televisione italiana ad occuparsi di una bambina sparita in Russia facendo delle pressioni sui familiari probabilmente finiremmo in prima pagina su tutti i giornali russi con le proteste di Putin che ovviamente controlla ogni cosa”.

Intanto il criminologo Francesco Bruno, intervistato da Adnkronos, ha dichiarato che “questa ragazza russa somiglia abbastanza a quello che si può immaginare possa essere diventata la piccola Denise”. “Però – ha aggiunto – non bisogna farsi illusioni. Il pubblico è attratto da queste storie e anche la tv Russa cerca di sfruttare la cosa finché può. Quando daranno il risultato del test del Dna tutto finirà perché è l’unica prova certa”.

C’è anche chi è già pronto ad abbracciare la piccola: “Se accerteranno che è lei, saremo pronti ad accoglierla tra di noi”, ha detto Antonella Marino, dirigente scolastico dal 2014 dell’Istituto comprensivo “Luigi Pirandello” di Mazara del Vallo, del quale fa parte il plesso scuola materna “Gianni Rodari” di piazza Macello che frequentava la piccola Denise Pipitone nell’anno in cui è scomparsa.

I dubbi su Olesya

La storia di Olesya è stata segnalata alla redazione di Chi l’ha visto? che continua a mantenere un profilo basso pur annunciando di fatto importanti novità sulla scomparsa di Denise. Ma se la somiglianza, a tratti, potrebbe trovare qualche riscontro, quel che non torna è che Olesya nel corso della trasmissione russa non ha mai detto di conoscere o almeno ricordare qualcosa della lingua italiana, giusto per dare un ulteriore indizio a chi vuole aiutarla.

Quando Denise sparì da Mazara del Vallo aveva 4 anni e parlava, conosceva le parole italiane, il dialetto siciliano. Possibile che in 17 anni abbia dimenticato tutto?

La scomparsa di Denise Pipitone

Il caso della scomparsa di Denise tenne banco per settimane in Italia. La piccola scomparve mentre giocava con alcuni bambini davanti l’abitazione della nonna, un rapimento di cui non vi sono mai state tracce o prove documentali.

Le prime indagini sulla vicenda si focalizzarono in particolare sulla famiglia di Denise: la bambina era nata dalla relazione extraconiugale della madre Piera Maggio, all’epoca sposata con Toni Pipitone, con Piero Pulizzi, conducente di autobus, a sua volta marito di Anna Corona e padre di Jessica.

Denise, secondo gli inquirenti, sarebbe quindi stata rapita dalla ‘sorellastra’ Jessica Pulizzi, anche lei minorenne, con la complicità della madre Anna Corona e dell’ex fidanzato Gaspare Ghaleb per motivi riconducibili a “vendetta e gelosia perché Denise e Jessica Pulizzi sono figlie dello stesso padre, Piero Pulizzi”.

Ne nasce un processo in cui sono imputati Jessica Pulizzi, con l’imputazione di sequestro di minore, e Gaspare Ghaleb, per il reato di false informazioni al pubblico ministero. In tutti i gradi di giudizio scatterà l’assoluzione: in primo grado al Tribunale di Marsala il 27 giugno 2013, in Corte d’Appello a Palermo il 2 ottobre 2015 e in Cassazione nell’aprile 2017.

Redazione