Una rissa da strada? No, una violenta aggressione in carcere ai danni di un detenuto. È il video che ha permesso di istituire il processo iniziato ieri a Milano nei confronti di otto agenti di polizia penitenziaria, a giudizio per “lesioni personali” ai danni di un detenuto del carcere di San Vittore.

Un processo iniziato dopo un anno e 5 mesi dai fatti, avvenuti il 6 giugno 2019, e di cui non si era saputo fino ad oggi nulla. A scriverne è il Corriere della Sera, che precisa come è stata la stessa direzione del carcere milanese a segnalare l’accaduto all’autorità giudiziaria.

Nel video agli atti del processo di vedono tre agenti tener fermo il detenuto, mentre un quarto prende letteralmente la rincorsa per tirargli un pugno e poi colpirlo altre quattro volte. Secondo quanto ricostruito dal pm Paolo Filippini, l’aggressione di gruppo al tenuto della Guinea Bissau avviene nell’area-transito dopo l’aria d’aria, dopo che quest’ultimo reagisce verbalmente agli agenti, pur non essendo aggressivo fisicamente: la vittima vien quindi trattenuta con forza da tre agenti mentre un assistente capo gli sferra più colpi al volto, venendo quindi immobilizzato e “trasportato per gli arti all’interno della struttura”

Una vicenda che non si chiude lì, perché il detenuto un paio d’ore dopo l’aggressione, alle 15:36, accusa un collasso in cella e solo dopo le 19 viene portato in ambulanza al Niguarda. Fortunatamente la diagnosi è ‘lieve’, si parla infatti di “trauma facciale” con tre giorni di prognosi nell’ex centro clinico del carcere.

Il processo dovrebbe finire nella primavera del 2021: gli otto agenti devono rispondere dell’accusa di lesioni personali con due aggravanti: aver agito in più di 5 e nell’esercizio delle funzioni di vigilanza, e aver approfittato di circostanze di tempo e luogo (in carcere, ai danni di un detenuto) “tali da ostacolare la pubblica o provata difesa”.

Redazione