Hanno scatenato da subito critiche e frizioni tra governo centrale e amministrazioni locali le assegnazioni per tre livelli crescenti di rischio previste dal nuovo dpcm. Se la prima Regione a lamentare la Zona Rossa è stata la Lombardia, tra i primi scontenti c’è la Sicilia: l’isola è rientrata tra le Regioni in fascia Arancione. Un livello intermedio tra la giallo e la più rischiosa Rossa. “Ci hanno imposto la zona arancione. È un provvedimento unilaterale, non concordato. E a molti appare dettato più da motivazioni politiche che scientifiche”, ha detto Musumeci in un’intervista a Repubblica.

I parametri studiati e analizzati per l’assegnazione nelle fasce sono 21, messi insieme e processati da un algoritmo, dal ministero di Sanità in collaborazione con i tecnici del Comitato Tecnico Scientifico e dell’Unità di Crisi. Musumeci comunque non è d’accordo: “L’autonomia in questi giorni è in vacanza. Per il governo centrale lo è da un pezzo. Gli episodi sono tali e tanti da farmi convincere sempre più del fatto che siamo di fronte a un pericoloso ritorno al centralismo romano che tende a mortificare e avvilire le autonomie regionali”.

Il Presidente della Sicilia, del partito Fratelli d’Italia, manifesta il suo dissenso e fa notare quelle che a suo dire sono delle ingiustizie con le altre Regioni. “Con i dati di queste ore dovremmo essere a un Rt pari a 1,2 – ha continuato a lamentare – La Campania ha avuto oltre quattromila nuovi positivi, la Sicilia poco più di mille. La Campania ha quasi 55 mila positivi, la Sicilia 18 mila”, ma “Campania e Lazio sono in zona gialla. Perché questa spasmodica voglia di colpire centinaia di migliaia di imprese siciliane? Al governo Conte chiediamo di modificare il provvedimento, perché ingiusto e ingiustificato”.

CAMPANIA – Critico su tutta la linea del dpcm si era mostrato, ieri pomeriggio, anche il governatore campano Vincenzo De Luca: contro le misure sugli assembramenti, i controlli, la scuola, i tempi (troppo tardivi). “L’ultimo Dpcm stabilisce il blocco della mobilità dalle 22 alle 5 – ha ironizzato il governatore come al solito – Sembra francamente che sia una misura più che contro il Covid, contro il randagismo, visto che non interessa il 99 per cento dei cittadini”. Pronta un’ordinanza di Palazzo Santa Lucia che andrà a ribadire la chiusura di tutte le scuole nella Regione, a dispetto da quanto previsto dalla fascia di riferimento.

LA ZONA ARANCIONE – Le Regioni “Arancioni” sono Puglia e Sicilia. Qui la mobilità è ridotta: vietato lo spostamento verso comuni diversi da quello di residenza tranne che per comprovati motivi lavorativi o di salute, motivati con autocertificazione. Possibile andare in una Regione “Gialla” attraversando una “Arancione”. Bar, pub, ristoranti, gelaterie e pasticcerie resteranno chiusi sempre; consentito l’asporto fino alle 22:00 e il delivery. Trasporti pubblici al 50% della capienza. Chiusi musei e mostre dopo cinema e teatri. Possibile fare attività sportiva e motoria nel proprio comune e all’aperto. Le misure valgono 15 giorni.