L’ultimo dpcm firmato nella notte tra il 3 e il 4 novembre dal premier Conte prevede una serie di norme differenziate tra regione e regione. Restano salde e comuni a tutti alcune norme come il coprifuoco dalle 22 alle 5, la dad al 100% per le scuole superiori, la chiusura ai centri commerciali nel week-end e il limite del 50% per il trasporto pubblico. Poi ci sono norme più stingenti previste zona per zona. L’Italia sarà dunque divisa in tre fasce di colore: rosse, infezione più grave, arancioni, livello di contagio intermedio e gialle, ospedali in affanno ma con posti letto disponibili. La zona gialla sostituisce quella verde in quanto Palazzo Chigi non vuol fare passare il messaggio (errato) che la zona verde possa essere esente da rischi e problemi derivati dalla diffusione della pandemia: anche quella gialla è dunque una zona di allerta covid. In serata il premier Giuseppe Conte illustrerà il Dpcm in conferenza stampa.

IN VIGORE CON 24 ORE DI RITARDO – Il nuovo Dpcm firmato ieri sera da Conte entrerà in vigore con un giorno di ritardo. Lo annuncia Palazzo Chigi in una nota: “Tutte le nuove misure previste dall’ultimo dpcm – quelle riservate alle aree gialle, arancioni e rosse – saranno in vigore a partire da venerdì 6 novembre. Lo ha deciso il governo per consentire a tutti di disporre del tempo utile per organizzare le proprie attività”.

CONTROLLO SETTIMANALE – A sua volta ogni regione potrà essere diversificata in colori a seconda del numero dei contagi. L’assegnazione alla fascia è avvenuta con un’ordinanza ad hoc del ministero della Salute, sulla base di 21 diversi parametri relativi all’andamento del contagio e alla saturazione delle strutture ospedaliere, che avrà validità per almeno 15 giorni. Il ‘controllo’ sul permanere dei presupposti che hanno portato all’inserimento di una Regione in un dato scenario sarà almeno settimanale. I territori potranno essere spostati da una fascia all’altra in base al mutare delle condizioni.

L’AUTOCERTIFICAIZONE – “L’autocertificazione è collegata ai divieti. Nelle zone rosse quando si esce di casa va l’autocertificazione, così come tra Regioni e Comuni” ha spiegato il premier Giuseppe Conte nel corso della conferenza stampa dove annunciava la ripartizione delle Regioni nelle tre aree in questione.

NO ZONE VERDI – “Non ci sono regioni in aree verdi, la pandemia corre ovunque e non ci sono regioni che possono sottrarsi a queste nuove misure di regioni restrittive” ha spiegato Conte. “Ci aspettano ancora mesi lunghi e difficili, con l’impegno di tutti potremo raffreddare la curva epidemiologica e recuperare un margine di serenità, sorreggendoci e sostenendoci gli uni con gli altri”.

LE ZONE ROSSE – Calabria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta

COSA SI PUO’ FARE 

  • Mobilità : Vietati gli spostamenti dalla Regione in entrata e in uscita, e anche quelli all’interno del territorio, salvo comprovate esigenze lavorative, di salute o legate all’accompagnamento dei figli a scuola. Servirà in questo caso il modulo per l’autocertificazione. Per andare in una Regione in fascia gialla è possibile attraversare una Regione in fascia rossa. “Il transito sui territori è consentito qualora necessario a raggiungere ulteriori territori non soggetti a restrizioni negli spostamenti o nei casi in cui gli spostamenti sono consentiti”. Se invece si è residenti in una Regione in fascia rossa non è possibile uscire dal proprio Comune, salvo che per “comprovate esigenze di lavoro, studio, salute”.
  • Didattica a distanza dalla seconda media, fatte salve le attività scolastiche che richiedono laboratori e quelle con minori disabili.
  • Stop ad attività non essenziali: Resteranno chiusi bar, ristoranti, pub e pasticcerie. Restano aperti parrucchieri ma non i centri estetici. Sono chiusi tutti i negozi ad eccezione di alimentari, farmacie, parafarmacie, tabaccai, edicole. I mercati sono chiusi, “salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari”.
  • Cibo e bevande da asporto: È sempre consentito l’asporto. Sì fino alle 22 con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. “Restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro”.
  • Attività fisica: Si potrà svolgere solo nell’area intorno alla propria abitazione, rispettando il distanziamento e con la mascherina. L’attività sportiva è sospesa anche nei centri all’aperto. È consentita “esclusivamente all’aperto e in forma individuale”. Quindi è possibile per esempio andare a correre ma solo in spazi aperti e vicino casa.
  • Smart working: I lavoratori dovranno recarsi fisicamente nelle loro sedi solo per attività indifferibili. Per il resto si incentiva il ricorso allo smart working.
  • Mascherine: Nel Dpcm è scritto che si può svolgere attività motoria “purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie”.

QUANTO DURANO LE MISURE: Quindici giorni.

LE ZONE ARANCIONI – Puglia e Sicilia.

COSA SI PUO’FARE

  • Mobilità: Vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblico o privato in un comune diverso da quello di residenza, salvo per comprovate esigenze lavorative, di studio, salute o per usufruire dei servizi non disponibili in tale comune. È necessario però essere forniti di l’autocertificazione. Il modulo va compilato con le generalità e il motivo dello spostamento e consegnato in caso di controllo. Se si tratta di un’urgenza non si deve indicare il nominativo delle persona da cui si va per motivi di privacy. È possibile andare in una Regione in fascia gialla attraversando una Regione in fascia arancione. “Il transito sui territori è consentito qualora necessario a raggiungere ulteriori territori non soggetti a restrizioni negli spostamenti o nei casi in cui gli spostamenti sono consentiti”. È sempre consentito “il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”.
  • Attività commerciali: Bar, pub, ristoranti, gelaterie e pasticcerie resteranno chiusi sempre. Sarà possibile l’asporto ma solo fino alle 22 per rispettare il coprifuoco. Sono sospese le attività dei servizi di ristorazione ad esclusione delle mense e del catering continuativo. È sempre possibile ordinare cibo o bevande a domicilio. È possibile comprare cibo da asporto fino alle 22 con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. “Restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro”. Restano aperti parrucchieri e centri estetici.
  • Trasporti, scuola e musei: Nelle zone arancioni valgono tutte le misure previste nelle zone verdi
  • Sport: È possibile fare attività motoria e sportiva, purché all’interno del proprio comune e all’aperto. Palestre, piscine e centri sportivi sono chiusi.

QUANTO DURANO LE MISURE: Quindici giorni.

LE ZONE GIALLE – Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Provincia di Trento e Bolzano, Sardegna, Toscana, Umbria, Toscana, Veneto.

COSA SI PUO’ FARE

  • Coprifuoco: Tutti a casa dalle 22 alle 5 del giorno successivo
  • Mobilità: Durante la giornata non ci sono limiti ma alle 22 scatta il coprifuoco. Dopo le 22 è possibile uscire soltanto per “comprovate esigenze” dunque motivi di lavoro, salute e emergenze.
    È necessario avere l’autocertificazione. Il modulo va compilato con le generalità e il motivo dello spostamento e consegnato in caso di controllo. Se si tratta di un’urgenza non si deve indicare il nominativo delle persona da cui si va per motivi di privacy.
  • Scuola: Didattica a distanza nelle scuole superiori perchè la circolazione del virus è maggiore tra i ragazzi tra i 14 e i 19 anni, stando ai dati rilevati dal ministero della salute. Saranno fatti salvi i laboratori e le attività dedicate ai ragazzi disabili e a chi ha bisogni educativi speciali.
  • Attività commerciali: Bar, ristoranti, pasticcerie e gelaterie sono aperti ma fino alle 18. Dopo è consentita la consegna a domicilio e fino alle 22 si può prendere cibo da asporto ma non si può consumarlo nelle adiacenze del rivenditore o all’aperto. I centri commerciali sono aperti ma solo fino al venerdì e nei giorni festivi sono chiusi.
  • Trasporto pubblico: Si torna al 50% su bus e treni regionali
  • Attività culturali: Dopo cinema e teatri, chiusi anche musei e mostre
  • Concorsi: Stop a tutti i concorsi pubblici, compreso l’enorme e atteso concorso per la scuola, fatta eccezione per quelli relativi all’assunzione del personale sanitario
  • Parchi: Consentito l’accesso nelle aree verdi, rispettando la distanza di un metro e il divieto di assembramenti
  • Attività culturali: Dopo cinema e teatri sono stati chiusi anche i musei e le mostre.
  • Attività sportive: È consentito svolgere attività sportiva o attività motoria all’aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, ove accessibili, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività. Palestre e piscine sono chiuse: l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte all’aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati sono consentite con la prescrizione che è interdetto l’uso di spogliatoi interni a detti circoli.

QUANTO DURANO LE MISURE: Fino al 3 dicembre

COME CI SI MUOVE – A livello nazionale vale come principale limitazione alle circolazione delle persone il “coprifuoco” a partire dalle 22. Per uscire di casa dopo le dieci di sera occorrerà provare di doverlo fare per ragioni di lavoro necessità e salute attraverso un’autocertificazione.

Nelle Regioni in cui il contagio è più alto e le strutture sanitarie sono in maggiore sofferenza, il Ministero della Salute prevede due differenti scenari: uno di livello 3, che chiameremo “arancione”, e uno di livello 4, che chiameremo “rosso”.

Nelle Regioni “arancioni”, che saranno tali in base a 21 criteri vagliati dal Ministero della Salute che emetterà apposita ordinanza, sarà vietato ogni spostamento, in entrata e in uscita, dalla Regione, salvo che per esigenze di lavoro, salute e urgenza. Ma saranno vietati anche gli spostamenti in un Comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, anche in questo caso con eccezioni per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili nel proprio comune.

Nelle Regioni “rosse” si andrà di fatto, per gli spostamenti, ad una situazione simile ad un lockdown totale. Oltre ai divieti già previsti per la zona “arancione”, sarà infatti vietato ogni spostamento anche all’interno del territorio stesso, salvo necessità e urgenza.

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