Firmato nella notte il nuovo Dpcm dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Nelle prossime ore sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Le nuove restrizioni resteranno in vigore fino al 3 dicembre. Confermate le previsioni della bozza, solo qualche eccezione.

E quindi: resta il regime differenziato che divide l’Italia in tre fasce di rischio contagio a seconda dei 21 parametri elencati nel decreto; coprifuoco alle 22:00; ridotta al 50% della capienza dei mezzi pubblici; centri commerciali chiusi nel fine settimana; stop a mostre e musei; didattica a distanza nelle scuole superiori; nelle Regioni a più alto contagio non si potrà uscire dal Comune di residenza. Alcune modifiche per barbieri e parrucchieri che resteranno aperti anche nelle zone nello scenario 4, a dispetto di quanto previsto dalla bozza.

Istituito dunque un regime di chiusure differenziate a seconda del rischio. Un sistema non condiviso da diversi governatori. A questo proposito il ministro agli Affari Regionali Francesco Boccia e quello della Salute Roberto Speranza hanno inviato una lettera di chiarimento alle Regioni, nella quale si specifica che il decreto “garantisce il coinvolgimento” delle Regioni stesse, spiega il governo. Non solo, infatti, i governatori partecipano alla cabina di regia sull’emergenza sanitaria ma nel Dpcm si precisa che il ministero della Salute emetterà le ordinanze di chiusura “sentiti” i presidenti delle Regioni.

La missiva, sulla richiesta di ristori, assicura: il decreto sarà varato in settimana, le erogazioni saranno tempestive. A Conte e ai ministri Gualtieri e Patuanelli adesso spetta trovare le risorse per commercianti, ristoratori, gestori di bar delle zone rosse che per due settimane dovranno chiudere. La cifra di un miliardo e mezzo non sembra bastare. Da affrontare anche il tema dei congedi parentali, destinati a dover aumentare a causa della Didattica a Distanza dalla seconda media per le Regioni nello scenario 4.

“È stata un’intensa giornata di lavoro con Regioni e Enti locali caratterizzata da confronto continuo e leale collaborazione. I contributi arrivati da Regioni ed Enti locali sono assolutamente costruttivi. Dal governo sono state elaborate e trasmesse indicazioni chiare per le misure nazionali e per le restrizioni potenziali da attuare, in automatico, nei territori ritenuti in condizioni sanitarie più critiche. Così come saranno automatici e tempestivi tutti i ristori per le attività colpite”, ha dichiarato il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, al termine del lungo confronto avvenuto in questi giorni di preparazione del testo del nuovo Dpcm. “Ancora una volta – ha aggiunto Boccia – abbiamo lavorato fianco a fianco per un’azione condivisa con i territori avendo un obiettivo unico comune: proteggere sempre la salute e rafforzare le reti sanitarie per contenere il più possibile la diffusione del virus”.