I vaccini al centro della sessione di lavoro del Consiglio Europeo. Il summit in videoconferenza è terminato in anticipo, rispetto al previsto. “I cittadini europei si sentono ingannati da alcune case farmaceutiche”, ha detto il premier Mario Draghi, secondo quanto riferito, alla videoconferenza dei leader, dove ha anche ripercorso la vicenda delle 29 milioni di dosi AstraZeneca ritrovate nello stabilimento di Anagni. Draghi ha pienamente condiviso la proposta della Commisione Ue di introdurre un certificato verde digitale e a quella della Presidente Ursula von der Leyen di rafforzare il meccanismo europeo sull’esportazione di vaccini. “Vogliamo essere certi di avere la parte di vaccini che ci compete, perché dobbiamo poter spiegare ai cittadini che se le società esportano i vaccini al resto del mondo è perché stanno rispettando integralmente gli impegni presi e non c’è rischio per la sicurezza degli approvvigionamenti in Ue”, ha chiarito von der Leyen. “L’Ue è orgogliosa di essere la casa di aziende che esportano in tutto il mondo e sarà sempre una fervente sostenitrice della cooperazione globale. Invitiamo gli altri a corrispondere alla nostra apertura”.

Vertice storico per via della partecipazione del Presidente degli Stati Uniti Joe Biden con il quale “c’è stato un ottimo scambio di vedute. Ue e Stati Uniti sono entrambi produttori di vaccini, è nell’interesse comune collaborare per garantire il funzionamento delle catene di approvvigionamento”. Il summit rappresenta una ricucitura nei rapporti tra Bruxelles e Washington dopo le tensioni della presidenza americana di Donald Trump. “E’ stato un Consiglio eccezionale con la partecipazione del presidente americano, Joe Biden. L’ultima volta fu undici anni fa con Barack Obama”, ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo, Charlse Michel, nella conferenza stampa al termine del vertice Ue. “Abbiamo avuto l’occasione di sentire la visione del presidente sulla futura collaborazione tra Ue e Usa. E’ stata l’occasione per noi per esprimere il nostro impegno per l’Alleanza atlantica. Abbiamo identificato i temi su cui ci impegniamo insieme in particolare sulla necessità di garantire accesso ai vaccini e alle catene di approvvigionamento”.

La chiave della ripartizione è in base alla popolazione, si legge nel documento condiviso alla dine del vertice dei 27. La situazione della pandemia resta comunque preoccupante, perciò serve una vaccinazione più rapida ed efficace, ha sottolineato von der Leyen. Le dosi prodotte in Ue saranno destinate ai Paesi dell’Ue, ha assicurato la Presidente della Commissione rispondendo a Draghi. AstraZeneca potrà esportare le dosi solo dopo aver rispettato i patti con Bruxelles. “L’Unione europea – si legge ancora nella bozza – continuerà a rafforzare la sua risposta globale alla pandemia. Il lavoro sulla creazione di un meccanismo di condivisione dei vaccini deve essere portato avanti rapidamente in modo da integrare e supportare il ruolo guida di COVAX nel garantire l’accesso universale e la diffusione dei vaccini”.

L’Ue nel secondo trimestre del 2021 attende la consegna di 360 milioni di dosi di vaccini, ha annunciato von der Leyen. Pfizer/BioNTech 200 milioni di dosi, Moderna 35 milioni, AstraZeneca 70 milioni (rispetto ad un impegno da contratto più che doppio, 180 mln) e Johnson & Johnson, il vaccino monodose approvato per ultimo, 55 milioni. Alla fine di questa settimana saranno 88 milioni le dosi anti-covid distribuite in Ue, 62 inoculate, con 18,2 milioni di europei che hanno ricevuto le due iniezioni, il 4,1% del totale. L’Ue ha esportato dal primo dicembre 2020 a oggi circa 77 milioni di dosi verso 33 Paesi, sempre secondo i lucidi diffusi via social. Nell’ambito del programma COVAX ha consegnato 31 milioni di dosi in 54 Paesi.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.