Un giorno di digiuno e di presidio nei pressi del carcere di Poggioreale di Napoli. Una giornata di mobilitazione per accendere le luci sulle condizioni di chi al momento è privato della libertà. Il totale dei detenuti positivi al coronavirus in Campania al momento è di 71, più due in gestione esterna – sono 9 (più un esterno) a Poggioreale, 60 (più uno esterno a Secondigliano), due a Benevento, 93 nel personale. La mobilitazione è stata promossa dalla Pastorale carceraria della Diocesi di Napoli, Don Franco Esposito cappellano del carcere di Poggioreale e il Garante campano Samuele Ciambriello. “Un giorno di digiuno per la dignità dei detenuti perché nessuno sia dimenticato, perché chi ha sbagliato possa pagare il suo debito non a prezzo della vita, perché chi è detenuto ha diritto alla tutela della sua vita e che il carcere non sia un luogo separato dalla società. Ogni vita deve essere salvata da un virus che non conosce limiti e barriera”.

L’appello è stato firmato da centinaia di persone, da associazioni, operatori del volontariato laico e cattolico. Il Garante campano Samuele Ciambriello lancia un appello ai politici, ai consiglieri regionali, ai deputati, ai senatori ed europarlamentari uomini e donne di governo. “Venite ad ascoltare le nostre ragioni Sabato prossimo, venite a comprendere il disagio del mondo penitenziario. Il mio invito è a venire e ad entrare anche nel carcere. L’obiettivo dell’appello è che non si perda altro tempo per adottare tutti quei provvedimenti che riducano la presenza nelle carceri sovraffollate e consentano a quante più persone possibile di scontare con misure alternative al carcere la propria pena. Si può fare senza alcun pericolo sociale, senza allarmismi e falsi giustizialismi, nel rispetto della costituzione e anche di tutte le vittime perché la pena non deve essere vendetta e non può essere contraria al senso di umanità e giustizia”.

 

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