Sono trascorsi quasi dieci anni dal giorno del suo arresto, avvenuto il 15 novembre del lontano 2011, ma oggi la lunga odissea giudiziaria di Enrico Fabozzi, ex sindaco di Villa Literno (Caserta) ed ex consigliere regionale del Pd in Regione Campania, arriva ad un punto di svolta.

Fabozzi è stato infatti assolto dalla Seconda Sezione della Corte di Appello di Napoli dalle accuse di concorso esterno al clan dei Casalesi, oltre a corruzione, turbativa d’asta, riciclaggio e voto di scambio. In primo grado Fabozzi era stato condannato a dieci anni di reclusione, con il pm Antonello Ardituro che chiese 14 anni. Il fatto “non sussiste”, secondo i giudice della Seconda Sezione.

Secondo l’accusa della Direzione distrettuale antimafia di Napoli Fabozzi, come ex sindaco del comune dell’Agro aversano, avrebbe stretto un patto col clan dei Casalesi ed in particolare col gruppo che faceva riferimento a Domenico Bidognetti: l’accordo riguardava l’appoggio elettorale in cambio di appalti al clan.

A tirare in ballo l’ex consigliere regionale era stato Luigi Guida, detto ‘o drink’, che all’epoca dei fatti capeggiava la fazione di Bidognetti, oltre al capoclan poi pentito Antonio Iovine.

Con Fabozzi sono stati assolti anche gli altri imputati: ribaltata la sentenza anche per gli imprenditori Pasquale e Giuseppe Mastrominico, già coinvolti nell’inchiesta sul G8 de L’Aquila e condannati in primo grado ad 8 anni perché ritenuti vicini al boss Antonio Iovine, così come per l’ex consigliere comunale di Villa Literno Nicola Caiazzo, condannato a 2 anni per voto di scambio. 

È la seconda grande inchiesta condotto dalla Dda napoletana che si ‘infrange’ contro i giudici della Corte d’Appello: lo scorso settembre l’ex sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino, ex fedelissimo di Berlusconi, era stato assolto nell’ambito del processo ‘Il Principe e la scheda Ballerina’, cancellando così la condanna a cinque anni e mezzo arrivata in primo grado.

L’inchiesta su Cosentino riguardava la costruzione di un centro commerciale a Casal di Principe, appunto “Il Principe”, e presunti brogli elettorali per le Comunali.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia