I propositi di Matteo Salvini di ‘sfondare’ in Campania con la sua Lega fanno i conti con i malumori interni al Carroccio. In provincia di Caserta va registrato infatti l’addio al partito dei primi due sindaci che in ‘Terra di Lavoro’ avevano sposato il progetto politico dell’ex ministro dell’Interno: si tratta di Gabriele Piatto di Frignano e Luciano Fatigati di Tora e Piccilli.

L’addio dei due primi cittadini casertani segue infatti lo ‘show’ di Matteo Salvini a Mondragone, dove il leader del Carroccio era andato in visita dopo lo scoppiare del focolaio di Covid-19 negli ex Palazzi Cirio a Mondragone, abitanti prevalentemente dalla comunità bulgara. Una visita non accolta positivamente da cittadini e attivisti, che hanno accolto Salvini con striscioni, cori e lanci d’acqua contro l’ex ministro.

I sindaci Gabriele Piatto di Frignano (destra) e Luciano Fatigati di Tora e Piccilli (sinistra)

Ma nel casertano le difficoltà di Salvini derivano anche da un caso più “politico”, col cambio di casacca del consigliere regionale Gianpiero Zinzi, passato nelle scorse settimane tra le fila del Carroccio. La candidatura alla Regione del figlio dell’ex presidente della Provincia di Caserta Domenico ha provocato strascichi importanti nel Carroccio, con l’addio di Piatto e Fatigati, due papabili candidati alle Regionali previste a settembre.

In una lettera inviata al segretario provinciale Salvatore Mastroianni i due sindaci definiscono il commissariamento del partito a livello regionale con la nomina di Nicola Molteni “il più grande schiaffo che potesse avere la classe politica campana che nel corso degli anni ha saputo dimostrare di combattere tante battaglie in un territorio difficile. Abbiamo visto in questo passaggio che dalla direzione nazionale della Lega, la classe politica della Campania con i suoi vari parlamentari nazionali ed europei non sono stati ritenuti all’altezza della situazione: non si spiegherebbe altrimenti la ragione di un commissariamento”.