“Ho deciso di fare un passo di lato dopo una lunga riflessione”. Così Armando Cesaro, capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale della Campania e figlio del senatore Luigi, annuncia quanto già ribadito da alcuni media nella giornata di ieri, domenica 28 giugno. Nella conferenza stampa convocata per le 12 nella sede del partito a Napoli, Cesaro ribadisce che non si candiderà alle prossime elezioni regionali in programma a settembre.

Cesaro jr era stato duramente criticato dal segretario della Lega Matteo Salvini dopo alcune inchieste giudiziarie che hanno coinvolto la sua famiglia. Il leader del Carroccio, tramite il commissario della Lega in Campania, il lombardo Nicola Molteni, aveva auspicato “liste di qualità, stop all’egemonia dei Cesaro in Campania”.

“Il presidente Berlusconi – ha spiegato Armando Cesaro – aveva dato l’ok alla mia candidatura, quindi è una decisione personale. In queste settimane ci sono stati ingiusti attacchi a me da parte di Salvini, attacchi che non meritavo, forse ero diventato un problema politico per qualcuno e con serenità faccio questo passo di lato, che non è dovuto a chi mi chiede di farlo. Sono anche incappato in un procedimento giudiziario per voto di scambio nel 2015, che è l’unico procedimento che mi vede protagonista. Nelle altre inchieste non c’è il mio nome. Lo dico a qualcuno che da fuori cerca di invischiarmi in vicende che non mi appartengono. Sul procedimento di voto di scambio sono sereno, finalmente a ottobre dovrebbe esserci un’udienza”.

Un passo indietro inaspettato e una frattura insanabile con la Lega e lo stesso Salvini tanto da portare Cesaro jr ad annunciare di essere “pronto a presenziare alla presentazione ufficiale di Stefano Caldoro come candidato presidente. Basta che non ci sia Salvini, perché se lui non sale sul palco con me io non voglio essere sul palco con lui”.

A Salvini Cesaro chiede di “documentarsi su quello che ho fatto in questi anni, se uno è giustizialista può farlo, non lo condivido, ma deve esserlo con tutti, soprattutto con i suoi. Salvini fa solo il suo gioco, non mi vuole in campo perché pensa di racimolare qualche voto in più, ma ha sbagliato. La storia ci ha insegnato che bisogna diffidare dai moralisti, ricordo quello che disse Filippo Turati l’11 febbraio del 1907: la ferocia dei moralisti è superata solo dalla loro stupidità”.