È Castel Volturno la tappa del tour del segretario della Lega Matteo Salvini dopo la visita a Mondragone di ieri pomeriggio. Attimi di tensione avevano scandito l’occasione. Numerosi contestatori si sono rivolti contro l’ex ministro dell’Interno accusandolo di voler speculare sul focolaio delle palazzine ex-Cirio: 44 positivi al coronavirus, la maggioranza appartenente alla comunità bulgara. “Sciacallo”, “vattene”, “lavaci col fuoco”, hanno urlato al leader del Carroccio i contestatori. Saltato anche il comizio di Salvini “perché alcuni teppisti dei centri sociali e io penso alcuni altri mandati appositamente dalla malavita per far casino hanno impedito la nostra proposta – ha detto Salvini a Radio Crc – ma ci torno. Io sono testone, non sono quattro scemi che lanciano sassi a impedire la voglia di cambiamento. Nell’arco di pochi giorni tornerò a Mondragone, in maniera più controllata e riservata, non mi faccio fermare da quattro scemi”. E sui contestatori ha ironizzato: “Noto che di mattina presto questi dormono, si sono strafatti di canne la sera, magari torno alle 3 di notte“.

Qualche contestazione si è verificata anche oggi a Castel Volturno. Poche decine di sostenitori hanno accompagnato la visita di Salvini nel paese nel casertano. Clima molto più disteso rispetto a Mondragone, dove il segretario ha detto di voler tornare entro una settimana. “A Castel Volturno c’è il problema dei problemi. Non può essere ricordata come la città italiana con la più alta concentrazione di immigrati clandestini – ha detto Salvini ai cronisti in piazza – Qui non ci sono soluzioni da trovare in un quarto d’ora. Solo duro lavoro e ovviamente impedire che ne arrivino di nuovi. Già è faticoso mandare via quelli che già ci sono. Ci rivedremo quando di Castel Volturno, Mondragone e Campania non si parlerà come di un luogo bello in cui vivere”.

Sulle elezioni regionali del prossimo settembre Salvini ha detto di nutrire fiducia nel candidato Stefano Caldoro di Forza Italia, ma soprattutto nella coalizione. “Per la prima volta alle elezioni Regionali in Campania ci siamo anche noi, c’è il simbolo della Lega. Io dico che la differenza la fa la squadra: al di là del centravanti ci sono 10 giocatori. Vediamo se i campani sceglieranno De Mita, De Luca e Mastella o se proveranno a cambiare“. Poi è passato a criticare il sindaco di Napoli Luigi de Magistris e il presidente campano Vincenzo De Luca: “Più che occuparsi di Mes e di lanciafiamme, De Luca dovrebbe occuparsi dello smaltimento dei rifiuti. Ci sono ancora 5 milioni di ecoballe che da anni intossicano la Campania. Non ci sono impianti di valorizzazione dei rifiuti in Campania e questo è un regalo alla malavita”. E poi ha spiegato come “non è possibile che il Casertano nel mondo sia conosciuto solo come ‘Terra dei Fuochi’ anche grazie a quel genio di Saviano che riesce a vendere il peggio dell’immagine della Campania”.