Il patto tra Pd e Cinque Stelle ma soprattutto le numerose liste civiche o con alle spalle politici fuoriusciti dai partiti. Gaetano Manfredi vince al primo turno le elezioni amministrative a Napoli con il 62,8% dei voti e piazza la “Lista Manfredi Sindaco” al secondo posto (con il 9,9%) dietro i Dem (12,2%, -4% rispetto alle regionali 2020, – 21% rispetto alle Europee 2019, appena +0,7% rispetto alle Comunali di 5 anni fa) e davanti al Movimento 5 Stelle di Conte e Di Maio che ambiva ad essere il primo partito in città.

Dalla leadership nella città da oltre 180mila percettori del reddito di cittadinanza al 9,7% (-5% rispetto alle regionali 2021, -30% rispetto alle Europee 2019 e in linea con il dato, 9,6%, di 5 anni fa). Risultato che colloca il partito pentastellato sul gradino più basso del podio nonostante una campagna elettorale che ha registrato più volte la presenza in città sia dell’ex premier Giuseppe Conte che del ministro degli Esteri Luigi Di Maio e del presidente della Camera Roberto Fico.

Dopo la vittoria di Pirro, i grillini napoletani (Di Maio e Fico) e il governatore Vincenzo De Luca, nonostante i pessimi rapporti degli ultimi tempi, hanno posato in foto con il neo primo cittadino.

Un risultato che pesa infatti relativamente sul boom di Manfredi, capace di triplicare i voti raccolti dall’ex magistrato anticamorra Catello Maresca. Il neo sindaco ha infatti raccolto dalle altre 11 liste oltre il 40% dei voti, un dato insolito se si guarda a quanto avvenuto a Milano con Beppe Sala (57,7%) e a Bologna con Matteo Lepore (61,9%) dove il Pd (anche qui in accoppiata con un Movimento 5 Stelle da 3,3%) ha raccolto oltre la metà dei consensi.

Un risultato analogo lo ottenne, un anno fa, il governatore Vincenzo De Luca.

Un 5,4% è arrivato dagli ex Forza Italia guidati da Stanislao Lanzotti (Azzurri Noi Sud Napoli Viva). Oltre il 4% le liste Napoli Libera (4,6%) e Noi Campani per la Città di David Lebro (4%). Seguono Napoli Solidale Sinistra dell’ex assessore Sergio D’Angelo con il 3,8%, Adesso Napoli (3,76%), Europa Verde del consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli (3,2%) e Centro Democratico (3%). Oltre il 2% la lista Moderati (2,5%).

Nella coalizione a supporto di Catello Maresca, che ha raccolto il 21,8% delle preferenze, il primo partito è Forza Italia (6,6%), seguito da Fratelli d’Italia (4,4%). Oltre il 2% anche Essere Napoli Maresca Sindaco (2,8%), Napoli Capitale (2,6%), Cambiamo! (2,5%). Out dalla competizione la Lega e due liste civiche di Maresca, escluse per documenti incompleti o presentati in ritardo.

Delle tre liste di Bassolino (che si assesta terzo con l’8,2%), l’unica che supera il 2% è “Bassolino x Napoli“, con il 4,1%. Non pervenute Con Napoli Bassolino Sindaco (1,2%), Azione con Carlo Calenda (0,4%), Napoli è Napoli (0,4%) e Partito Gay Lgbt+ (0.2%).

Discorso analogo per le tre liste di Alessandra Clemente (quarta con il 5,5% dei voti). Solo Alessandra Clemente Sindaco arriva al 3,2%. Le altre, Potere al Popolo e Napoli 20 30, racimolano rispettivamente l’1,3% e lo 0,7%.

Dati ai quali va aggiunto quello più raccapricciante: quasi il 53% degli aventi diritto al voto si è astenuto.

 

Giornalista professionista, nato a Napoli il 28 luglio 1987, ho iniziato a scrivere di sport prima di passare, dal 2015, a occuparmi principalmente di cronaca. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa, ho frequentato la scuola di giornalismo e, nel frattempo, collaborato con diverse testate. Dopo le esperienze a Sky Sport e Mediaset, sono passato a Retenews24 e poi a VocediNapoli.it. Dall'ottobre del 2019 collaboro con la redazione del Riformista.