Dopo Pietro Polizzi, candidato di Forza Italia al consiglio comunale di Palermo, arrestato un altro politico aspirante consigliere comunale a 48 ore dalle elezioni amministrative in programma domenica 12 giugno nel capoluogo siciliano. La magistratura entra a gamba tesa nella campagna elettorale e a poche ore dall’apertura dei seggi mette a segno due arresti.

In giornata la polizia ha arrestato con l’accusa di scambio elettorale politico-mafioso il candidato di Fratelli d’Italia, Francesco Lombardo, e Vincenzo Vella, boss di Brancaccio, già condannato tre volte per associazione mafiosa. Lombardo, secondo la ricostruzione degli inquirenti, il 28 maggio scorso avrebbe incontrato Vella e gli avrebbe chiesto il sostegno alle elezioni di domenica prossima. L’inchiesta (decisive sono state le intercettazioni) è coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Guido e due giorni fa, con le stesse accuse, sono finiti in carcere Pietro Polizzi (che ha ritirato la sua candidatura) e il costruttore Agostino Sansone (fratello di colui che ospitava Totò Riina quando fu arrestato nel 1993).

A incastrare Lombardo e Vella, legato alla famiglia di Corso dei Mille, un trojan piazzato nel telefono del boss, scarcerato di recente. Secondo quanto ricostruito dai magistrati della procura palermitana, il 28 maggio scorso Lombardo sarebbe andato a trovare Vella nel suo negozio di ortofrutta e avrebbe chiesto i suoi voti per le elezioni comunali di domenica prossima. La polizia ha immediatamente trasmesso l’intercettazione alla Procura che ha chiesto al gip la custodia cautelare in carcere per entrambi.

Vella era stato inizialmente condannato in primo grado a 20 anni di carcere (in continuazione con precedenti condanne per mafia). In Appello la Corte aveva dovuto – come richiesto dagli avvocati sin dall’udienza preliminare – annullare il decreto di rinvio a giudizio, perché il giudice dell’udienza preliminare, da gip, aveva disposto alcune intercettazioni. Era quindi incompatibile e non avrebbe dovuto rinviare a giudizio gli imputati. Così erano stati tutti scarcerati e anche Vella era tornato libero. Il processo azzerato è poi ripartito nei mesi scorsi.

Criptiche le parole di Ignazio La Russa, senatore di Fratelli d’Italia che commenta l’arresto del candidato del suo partito: “Forse a due giorni dal voto se io fossi stato il magistrato avrei aspettato due giorni, ma non voglio fare polemica. Può darsi che abbia avuto esigenze cautelari. Siamo agli antipodi di qualunque forma di criminalità, lo è Roberto Lagalla (candidato a sindaco per il centrodestra, ndr), lo è Fratelli d’Italia e Ignazio La Russa che è siciliano. In tutte le liste può capitare, specie a un non iscritto, che ci sia una persona che abbia un problema giudiziario ma se non c’è l’ha prima di metterlo in lista non è sicuramente responsabilità del partito”.

Nell’annunciare la sua candidatura ai palermitani, Lombardo lo scorso 4 aprile scriveva: “Cari concittadini, amici e simpatizzanti, vi comunico la decisione di continuare la mia esperienza amministrativa candidandomi al Consiglio comunale di Palermo, nella compagine di Fratelli d’Italia, della quale attualmente ne faccio parte. Migliaia sono i motivi che mi spingono a fare questa scelta, tutti racchiusi in un solo vero motivo, l’amore per questa Città dove sono cresciuto tra la gente umile come me che mi ha visto crescere, studiare, lavorare, e formare una famiglia con sani principi morali”.

“Svolgo la mia attività di geometra principalmente nella mia città dove – spiegava – vivendo a contatto con la gente che ha svariati problemi di natura tecnico/amministrativo, mi ha permesso di constatare le svariate criticità ed è per questo che intendo impegnarmi per dare un contributo alla rinascita di questa città”. Ricorda la sua esperienza di consigliere comunale di Villabate, e diceva sicuro: “Palermo merita le mie attenzioni e il mio impegno per dare il massimo sempre nell’interesse della città dove ho vissuto e scorrazzato per le strade del mio quartiere di origine”.

 

 

Redazione