L’ex presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, è sceso in campo nella campagna elettorale, a favore del suo ex vice e ora candidato democratico, Joe Biden. A meno di due settimane dall’Election Day, ha criticato duramente le politiche di Trump ed esortato in particolare l’elettorato nero, progressista e delle minoranze, a votare per Biden. “Questa elezione richiede che ciascuno di noi faccia la propria parte. Ciò che faremo nei prossimi 13 giorni avrà importanza per i decenni a venire”, ha detto Obama nel comizio a Philadelphia, davanti a un pubblico ‘drive-in’ di circa 300 auto. Ha avvertito: “Il fatto che non otteniamo subito al 100% ciò che vogliamo, non è una buona ragione per non votare”.

La scelta della Pennsylvania per l’appuntamento sottolinea l’importanza dello Swing State nelle elezioni. Anche Trump vi ha tenuto un comizio, a Erie, tra le contee in cui Obama vinse per due volte ma che poi elessero Trump. “Non possiamo essere pigri, non mi importa dei sondaggi: ce n’erano molti quattro anni fa, non funzionarono perché un gruppo di persone restò a casa, impigrito e seduto sugli allori. Non questa volta, non (deve succedere) in questa elezione”, ha proseguito.

“Non possiamo avere un presidente che insulta chiunque non lo appoggi, o minaccia di farlo arrestare. Non è un normale comportamento presidenziale”, ha continuato Obama, nel comizio a Philadelphia. “Non lo tollereremmo da parte di un allenatore, o di un collega di lavoro. Non lo tollereremmo dalla nostra famiglia – forse fa eccezione solo il nostro zio pazzo”, ha proseguito, riprendendo l’espressione usata dalla giornalista Savannah Guthrie, che nel Town hall con il presidente Donald Trump aveva detto, a proposito della smodata e spregiudicata attività su Twitter del magnate: “Lei non è lo zio pazzo che può ritwittare qualsiasi cosa”.

I comportamenti di Trump, ha proseguito l’ex presidente, “rafforzano altre persone nell’essere crudeli, maligne e razziste, questo indebolisce il tessuto della nostra società. E ha conseguenze sul modo in cui i nostri bambini vedono le cose”, “sulle condizioni delle nostre famiglie e sul modo in cui il mondo guarda l’America. Quel comportamento ha peso”.