Che la decarbonizzazione fosse un obiettivo era emerso anche dall’intesa europea a favore dell’idrogeno rinnovabile – la Choose Renewable Hydrogen – che Enel ha firmato con altre nove aziende leader nel settore solo la settimana scorsa. Della strategia fanno parte anche la chiusura – accelerata, anticipata – di alcuni impianti a carbone in Italia e in America Latina. Il Gruppo Enel mira infatti a conseguire una totale decarbonizzazione del mix produttivo entro il 2050. E per raggiungere tale traguardo, in linea con l’Accordo di Parigi del 2015 e del Green Deal Europeo, sta lavorando per la completa uscita dal carbone entro il 2030 e per il potenziamento della capacità rinnovabile dai 46 GW attuali a 60GW auspicati entro il 2022.

Partendo da vicino, in Italia: il Ministero dello Sviluppo Economico ha dato riscontro positivo alla richiesta presentata da Enel di chiudere il Gruppo 2 della centrale Federico II di Brindisi dal primo gennaio 2021. Un passo in anticipo, soltanto il primo per la dismissione delle quattro unità produttive a carbone della centrale. Il Gruppo ha infatti lanciato negli scorsi mesi l’iter di permitting per la riconversione del sito con un impianto a gas ad altissima efficienza. Nello stesso impianto Enel sta sviluppando progetti per l’installazione di capacità fotovoltaica. Un piano coerente  con quello Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) e con gli obiettivi a livello mondiale della multinazionale.

E infatti un’analoga iniziativa è quella intrapresa dal Gruppo in Cile, dove Enel serve oltre due milioni di clienti e dove rappresenta la più grande azienda elettrica per capacità installata con oltre 7.200 MW. Le controllate del Paese sudamericano (Enel Chile ed Enel Generacion Chile) hanno accelerato la chiusura dell’impianto a carbone di Bocamina, situato a Coronel. Nello specifico dovrebbero cessare la loro attività le Unità I e II, da 128 MW e 350 MW, rispettivamente entro il 31 dicembre 2020 ed entro il 31 maggio 2022. Anche questa un’azione in anticipo poiché il Piano nazionale di decarbonizzazione firmato con il Ministero dell’Energia di Santiago prevedeva le due chiusure rispettivamente entro la fine del 2023 e del 2040. “Saremo la prima azienda elettrica in Cile a uscire totalmente dal settore del carbone”, ha commentato il Responsabile di Global Power Generation di Enel Antonio Cammisecra. “La strategia del Gruppo trova piena espressione in America Latina – ha aggiunto Maurizio Bezzeccheri, Responsabile per la Regione – Guardando al futuro, continueremo a valorizzare gli impianti rinnovabili”.

Il Gruppo, tramite Enel Green Power Chile, prevede di completare circa 2 GW di capacità nel Paese entro il 2022. In fase di costruzione sono i progetti dell’impianto solare combinato con parco eolico di Azabache; il progetto solare di Campos del Sol; l’ampliamento della centrale geotermica di Cerro Pabellon. Enel ha intanto incrementato la propria partecipazione in Enel Américas di un ulteriore 5%, fino al 62,3%, a seguito del regolamento di due operazioni di share swap stipulate nel giugno 2019.