Il richiamo e la tentazione di fare la classica passeggiata sembrano resistere negli italiani, nonostante la quarantena imposta dal Governo per il contenimento dell’epidemia causata dal Covid-19 e la stretta sempre più forte presa con le nuove misure disposte dal ministro dell’intento Luciana Lamorgese.

Ma una delle ultime ‘infrazioni’ in ordine di tempo ha del clamoroso. Un uomo di 31 anni di Como è stato fermato dai carabinieri mentre, in strada col sua tablet, stava giocando a Pokémon GO.

Il 31enne è stato fermato dai miliari a San Fermo e, quando i carabinieri gli hanno chiesto l’autodichiarazione necessaria per giustificare gli spostamenti, l’uomo ha presentato un foglio dove era scritto che doveva “cacciare dei Pokémon”.

Stando a quanto ricostruito dai carabinieri di Como, il 31enne aveva accompagnato la figlia a casa e poi si era fermato per strada a catturare le creature del noto cartoon e videogioco giapponese. Ovviamente nei suoi confronti è scattata la denuncia di rito.

In realtà nei giorni scorsi Niantic, l’azienda che sviluppa il gioco, aveva deciso di aumentare il numero di personaggi che si potranno trovare senza girare per vie e parchi. Una mossa per andare incontro alle misure di contenimento dell’emergenza Coronavirus e per l’impossibilità dei giocatori di uscire di casa alla ricerca di Pikachu e compagni.

LA NUOVA AUTODICHIARAZIONE – Nella giornata di ieri il Ministero dell’Interno ha varato una nuova stretta sui controlli, pubblicando anche una nuova autodichiarazione. Nel documento i cittadini dovranno dichiarare di “non trovarsi nelle condizioni previste dall’art. 1, comma 1, lett. c) del D.P.C.M. 8 marzo 2020 che reca un divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena ovvero risultati positivi al virus Covid-19”.

Una integrazione resa necessaria dai numerosi casi in Italia di persone fermate fuori dalla propria abitazione in violazione degli obblighi di quarantena, che rischiano in caso di fermo fino a 12 anni di carcere per il reato di concorso colposo in epidemia.