L’agenzia di stampa russa Tass riporta che è di tre morti e cinque feriti il bilancio dell’esplosione deflagrata questa mattina in un aeroporto nei pressi di Ryazan, a sudest di Mosca: una delle due esplosioni presso scali russi che si sono verificate questa mattina. L’agenzia cita i servizi di emergenza secondo cui l’esplosione a Ryazan si è verificata in un parcheggio di aerei. Dei cinque feriti due versano in gravi condizioni.

Lo scalo è un aeroporto militare. Si trova a 200 chilometri a sud-est di Mosca. Ospita il centro di addestramento per l’aviazione a lungo raggio e gli aerei cisterna. Le informazioni sono state confermate dall’amministrazione dell’ospedale della regione, dove i feriti sono stati ricoverati.

Stando alle prime ricostruzioni riportate da Tass e Ria Novosti la deflagrazione sarebbe stata causata da una cisterna carica di benzina. Una seconda esplosione si è nel frattempo verificata nell’aeroporto di Engels, vicino a Saratov, dove secondo le fonti russe le forze armate ucraine hanno danneggiato due bombardieri strategici Tu-95 utilizzando un drone.

Lo scorso 20 ottobre il Presidente russo Vladimir Putin si era recato in visita presso il centro di addestramento di Ryazan. La televisione aveva mostrato in quell’occasione il presidente mentre salutava i militari e ispezionava il campo e mentre imbracciava un fucile di precisione semiautomatico SVD Dragunov e apriva il fuoco dando sfoggio delle sue capacità di tiro. Qualche giorno dopo nella stessa regione 15 persone erano morte in un incendio in una fabbrica di polvere da sparo nello stabilimento Elastik nella cittadina di Lesnoi, nel distretto Shilovsky.

Si continua intanto a combattere in un’Ucraina stremata dal freddo e da oltre nove mesi di guerra: nella regione di Kiev e in altre quattro regioni tornano da oggi i blackout programmati. La temperatura nella capitale è di meno cinque gradi. L’intelligence parla di combattimenti che stanno rallentando e di forze russe “sfiduciate”. Gli 007 britannici due giorni fa avevano diffuso nel loro consueto bollettino giornaliero la loro versione sul piano di Mosca: circondare la città di Bakhmut, nella regione di Donetsk, con avanzamenti tattici a nord e sud, e insistere con il fuoco lungo 15 chilometri della linea del fronte. Entra oggi in vigore l’embargo Ue al petrolio russo via mare e il price cap a 60 dollari al barile.

Articolo in aggiornamento

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Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.