La maggior parte dei parlamentari che oggi siede alla Camera non era nata o andava alle elementari quando furono arrestati il fascista Mario Tuti e poi il comunista Mario Moretti. La maggior parte dei magistrati che oggi giudicano, forse, andava alle medie o al liceo. Da allora Tuti e Moretti hanno sempre dormito in cella.

Mario Moretti è stato un personaggio importantissimo, tragicamente importante, negli anni 70, perché ha guidato una formazione sovversiva e potentissima come le Brigate Rosse, che riuscì a terremotare e a condizionare la politica italiana, a devastare la Democrazia cristiana a mettere alle strette il partito comunista. Seminò morte. Uccise e condivise omicidi e rapimenti. Anche Tuti, che ebbe un ruolo molto minore nella politica italiana, si macchiò di terribili delitti. Oggi sono due persone completamente diverse da allora.

Dobbiamo lasciare che muoiano dietro le sbarre? Dobbiamo fare in modo che lo Stato si dimostri feroce e vendicativo e che nella sua ferocia dia e trovi la giustificazione della ferocia di allora? Uno stato liberale non è spietato e non confonde mai la giustizia con la ritorsione e la revanche. 40 o 45 anni di carcere sono uno sfregio al senso del Diritto. Moretti e Tuti non costituiscono nessun pericolo per la società. L’ergastolo è un abominio. L’ergastolo è il passato. Dimentichiamocelo.

Giornalista professionista dal 1979, ha lavorato per quasi 30 anni all'Unità di cui è stato vicedirettore e poi condirettore. Direttore di Liberazione dal 2004 al 2009, poi di Calabria Ora dal 2010 al 2013, nel 2016 passa a Il Dubbio per poi approdare alla direzione de Il Riformista tornato in edicola il 29 ottobre 2019.