Il racconto di quanto accaduto nella notte tra il 6 e il 7 settembre è agghiacciante. Nella villa nelle campagne di Marconia, vicino Pisticci, secondo il racconto delle due quindicenni inglesi violentate è successo di tutto nell’indifferenza generale. Anzi: “Non chiamate la polizia, altrimenti rovinate la festa!” gridava una ragazza a chi cercava di aiutare le due inglesi appena violentate. Secondo la ricostruzione dei fatti gli aguzzini erano in cinque, forse dieci, tutti tra i 19 e i 23 anni. Un branco inarrestabile, galvanizzato dall’alcol e forse dalla droga.

Le due quindicenni inglesi erano in Basilicata da circa un mese. La famiglia di una delle due era infatti originaria della regione italiana e aveva portato con sé l’amica dall’Inghilterra per l’estate. Avevano conosciuto una ragazza del posto che le aveva invitate, con la sorella maggiore, a una festa nella villa di un amico. Una festa piena di persone a cui le tre hanno partecipato con gioia. Poi a un tratto le due quindicenni sono state trascinate dietro la villa.

Le immagini delle telecamere di sorveglianza hanno inquadrato la terribile scena: alla spicciolata frotte di ragazzi corrono dietro la villa dove si sta consumando la violenza. Intorno all’una di notte arriva la cugina più grande alla villa e trova le due ragazzine con la sorella maggiore in lacrime: “Le hanno violentate”, dice la maggiore. “Al mio arrivo sul posto – mette a verbale la ragazza – vedo una cinquantina di persone invitate a bere e a ballare nella parte centrale. Cerco le mie cugine e vedo mia cugina più grande, seguita dalle due minorenni, sconvolte: piangevano. Mi hanno detto in inglese, parché parlano soltanto inglese: “Help. Help, them they took us behind”, che singifica, “Aiuto aiuto, ce n’erano tanti lì dietro”.

“Mi hanno chiamato e sono arrivato subito – ha raccontato lo zio, che quella notte si è precipitato lì in loro soccorso – Erano tutti ubriachi tranne un ragazzo, di nome Stefano, che si è fatto avanti e mi ha detto che se avessi avuto bisogno si sarebbe messo a mia disposizione”. La ragazza che aveva invitato le tre alla festa poi gli è andata incontro sbraitando: “Non rovinate la festa, non chiamate la polizia, questa è la festa di un mio amico. Le ho detto di dirmi immediatamente chi erano i ragazzi che avevano abusato di mia nipote e della sua amica. Mi ha detto che erano ragazzi di Pisticci e che non conosceva i loro nomi”.

Appena arrivate a casa le due ragazze hanno cercato su Instagram e hanno riconosciuto i loro aguzzini. Erano ancora stravolte ma non potevano fargliela passare liscia: in poche ore, mentre alcuni dei ragazzi individuati ancora postavano stories, si sono trovati alla porta i poliziotti. Alcuni di loro già sono in carcere, ma l’indagine è appena cominciata.