C’è l’entusiasmo di don Pasquale Marati, il titolare dello Chalet dei Platani, il chioschetto di piazza Sannazaro che oggi a Napoli a riaperto i battenti. C’è la determinazione del maestro pizzaiolo Errico Porzio, che riapre le sue pizzerie registrando un boom di prenotazioni già dalla mattinata. C’è la preoccupazione di Natale Minervino, titolare dello Zenith Cafè&Restaurant lungo via Napoli a Pozzuoli, che ha deciso di non ripartire perché “le spese sono troppe per effettuare le consegne a domicilio”. C’è l’euforia di Stefano Toscano, titolare di Panamar al Vomero,  pronto a non deludere i suoi clienti-amici. In mezzo ci sono tante, probabilmente troppe, attività che, come lo Zenith, hanno deciso di restare per il momento chiuse in attesa di tempi e chiarimenti migliori.

CHIOSCHETTO – Allo Chalet dei Platani, storico chiosco di piazza Sannazaro che lo corso anno ha festeggiato il suo centenario di vita, don Pasquale Marati (78 primavere) e i suoi familiari hanno l’entusiasmo dei ragazzini al primo giorno di scuola. “Noi abbiamo aperto per prendere un po’ d’aria, farci vedere dai nostri clienti, dalle persone di questa bellissima piazza Sannazaro. Lavoriamo poco con l’asporto ma non c’interessa, era importante riaprire”.

ZENITH – “Non ho aperto – spiega Natale Minervino – perché la possibilità che ci danno è fare la consegna a domicilio, quindi vuol dire per me consegnare uno spaghetto con le vongole o un risotto alla pescatora, ed è improbabile. Così come portare caffè e cornetto: quanti ne dovrei fare per uscire con le spese tra personale e utenze varie? Anche perché la fascia oraria è limitata: una cosa è lavorare tutta la giornata, un’altra è fare dalle 7 alle 14”.

Natale ha 20 dipendenti “tutti in cassa integrazione e nessuno di loro ancora deve vedere un euro. Non è facile tutto questo perché dopo due mesi non sappiamo ancora quando e come ripartiremo. Anche riaprire con i tavoli distanziati significherebbe lavorare al 20-30% con le spese che restano al 100%”. Una situazione di impasse. “Perché lo Stato non mi permette di licenziare, e preciso che non voglio farlo, anche perché sto aiutando, in attesa dei soldi della cassa integrazione, diversi miei dipendenti. Ma allo stesso tempo non posso nemmeno mantenere tutti in queste condizioni” aggiunge. Altro enigma è quello relativo alla cassa integrazione: “Non è ancora chiaro se ci sarà o meno il rinnovo della cassa integrazione perché tra una o due settimane scade e non so come gestire il personale, chi lo deve pagare. Le spese ci sono purtroppo”.

PIZZERIA – Errico Porzio, che a Napoli ha tre sedi a Soccavo e una in via Luca Giordano al Vomero, apre la sua pizzeria in via Cornelia dei Gracchi alle 16 e le due linee telefoniche già squillano: “Purtroppo noi abbiamo preso tutte le prenotazioni disponibili perché le persone erano affamate di pizza. Da stamattina, dalle 11 alle 14, abbiamo riempito la nostra agenda per questa riapertura. Apriamo alle 16 ma lavoriamo circa 3-4 ore perché prima di un certo orario nessuno mangia. Riusciremo a fare 350 pizze e a consegnarle saranno i miei ragazzi e non le varie piattaforme di delivery. Ho scelto loro perché molti in sala e in cucina non avrebbero lavorato in questa prima fase, così li ho richiamati per ripartire tutti insieme. Oggi a Soccavo iniziamo con 15 dipendenti”.

PANAMAR – Il pub a base di pesce gestito da Stefano Toscano e da altri giovani soci riapre tra l’euforia del suo staff. “Finalmente ripartiamo, siamo pronti e speriamo di tornare alla normalità al più presto. Abbiamo numerose prenotazioni per il primo giorno ma anche altre per i giorni successivi. Lo staff si alternerà in questa prima fase perché lavoriamo mezza giornata e quindi non possiamo esserci tutti”.