‘Se qualcuno ha fatto reati giudicatelo, ma non potete considerare la Leopolda un reato perché la Leopolda è politica. I politici rispettano la magistratura ma la magistratura deve rispettare l’autonomia della politica” Queste le parole di Matteo Renzi nel corso del suo intervento alla convention toscana di Italia Viva a Pistoia.

L’ex premier parla dell’inchiesta della procura di Firenze sulla fondazione Open e sull’acquisto da parte sua della villa nel capoluogo toscano: “Vogliono giudicare non sul reato ma su cosa è la Leopolda. Non tocca ai magistrati decidere cosa fosse la Leopolda. Ve lo diciamo noi cos’è la Leopolda: è la più grande manifestazione politica degli ultimi dieci anni, di donne e uomini che credono nella politica e se la sono finanziata per il loro tempo, per la loro passione”. “Rivendichiamo la libertà di fare politica senza chiedere il permesso a qualcuno che deve giudicare dal punto di vista della magistratura, perché non è così in democrazia, non decidono i magistrati”, ha detto ancora Renzi.

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LA RICHIESTA ALLA PROCURA – Renzi ricorda “a chi sta indagando, che abbiamo fatto delle denunce anche noi. Ho deciso di ribattere colpo su colpo e c’è qualcuno che ha cominciato a chiedere scusa. Ai magistrati della procura di Firenze noi diciamo buon lavoro” ma  “c’è una mia denuncia penale presentata venerdì scorso per sapere chi ha rivelato notizie coperte da segreto istruttorio e bancario. Vorrei però sapere dal procuratore dottor Giuseppe Creazzo chi ha diffuso il materiale coperto da segreto bancario e istruttorio”.

LE OPZIONI – “E’ facile scoprirlo, perché i soggetti sono tre: Banca d’Italia, ma non credo proprio, la procura di Firenze, ma non credo e nel caso dovrebbe indagare la procura di Genova, e la Guardia di Finanza – ha sostenuto Renzi – Domando di sapere chi sono i responsabili della fuga di notizia. Mi affido al dottor Creazzo di perseguire la fuga di notizie. Credo nella giustizia, credo nel dottor Creazzo”.

“A me non fa paura niente – ha sottolineato il leader di Italia Viva – male non fare, paura non avere. A me possono guardare tutto. Io non difendo me stesso, possono guardare tutto di me, ma combatterò e combatteremo come Italia Viva perché le condizioni di civiltà per i cittadini siano garantite e non si diventi un paese sudamericano”.

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“Quando in questo paese qualcuno può entrare dentro i conti correnti, qualcuno può perquisire persone oneste la mattina alle 7, con 300 finanzieri che potevano fare altro ed è stato deciso che dovessero fare quella cosa lì, io non pongo un ‘ma’ per me – ha aggiunto Renzi – Io sono trasparente anche oltre i miei doveri istituzionali. Ma in questo paese non è permesso a nessuno, né alla stampa né alla magistratura di entrare nella vita delle persone per distruggerla. Rinuncio a ogni privilegio come parlamentare, ma loro devono rispettare i diritti dei cittadini”.