Nella serata dell’8 giugno la sala di monitoraggio dell’Osservatorio Vesuviano ha cominciato a ricevere diverse segnalazioni di cittadini molto preoccupati dalla presenza, nella zona di via Antiniana, nella Conca di Agnano, di una nuova emanazione gassosa, di notevole altezza. La colonna di gas, che si libra tuttora nell’aria per molti metri, è apparsa a seguito di alcune perforazioni nell’ambito del progetto Geogrid, che ha l’obiettivo di studiare e di utilizzare l’energia geotermica della zona. L’osservatorio Vesuviano, diretto da Francesca Bianco ha, a seguito delle segnalazioni, effettuato numerose misurazioni, in particolare geochimiche, per comprendere meglio le caratteristiche di questa nuova fumarola e per studiarne eventuali anomalie e criticità rispetto alle altre fumarole già attive presenti in zona.

“Tutte le nostre misurazioni – chiarisce Bianco – hanno confermato che la fumarola che si è attivata in seguito alla perforazione nell’area di via Antiniana ha le stesse caratteristiche chimiche e geologiche di tutte le altre fumarole che insistono nell’area, in particolare le cosiddette Bocca Grande e Bocca Nuova, oltre alla fumarola di Via Pisciarelli”. La differenza sostanziale risiede principalmente nella portata della fumarola, ovverosia nella quantità di flusso di CO2 che viene emesso giornalmente e che nel caso della fumarola di Via Antiniana è dell’ordine delle 20/ 25 tonnellate al giorno, inferiore alle altre. I componenti chimici della fumarola sono esattamente analoghi a quelli delle altre, con una prevalenza di H2O e CO2, ma nel caso della Fumarola di Via Antiniana, emersa nell’area parcheggio di una nota concessionaria, l’elemento caratteristico è che sia il risultato artificiale di una perforazione. “E’ stata poi lasciata libera di espandersi”, continua la Direttrice, “e andrebbe rimossa, mettendo in sicurezza e procedendo alla cosiddetta chiusura mineraria del pozzo”.

L’allarmismo che nelle scorse settimane ha messo in agitazione gli abitanti di Agnano, e un po’ tutti i napoletani è comprensibile, ma allo stato attuale non vi è nessun segnale che faccia rilevare variazioni pericolose da un punto di vista dello stato dinamico del vulcano. Non c’è dunque da temere: nessuna eruzione, fuoriuscita improvvisa di magma o sequenza sismica rilevante in vista. Ciò nonostante, il livello di allerta relativo ai Campi Flegrei, a partire dal dicembre 2012, è stato innalzato (livello d’allerta 2 su 4), a seguito del ritorno del fenomeno bradisismico, che ha portato ad un lento sollevamento del suolo, ma non ai livelli registrati negli anni ’80 (quando si registrarono sollevamenti del suolo di quasi due metri). Contestualmente all’innalzamento del suolo, si registrano anche piccoli terremoti, con una sismicità che negli ultimi anni è lievemente aumentata, in quanto a frequenza ed energia.