Una campagna elettorale ricca di gaffe quella che la Lega sta portando avanti in Emilia Romagna. L’ultima oggi, durante il comizio a Cattolica. Al termine del comizio in piazza quando Salvini ha gridato alla piazza la sua intenzione “non di vincere ma di stravincere le elezioni”, “liberando la Romagna”, è partita la colonna sonora quasi ‘inno’ dell’Emilia Romagna, “Romagna mia”. Ma il brano non era la versione originale scritta da Secondo Casadei e incisa a Milano nel 1954, ma quella di Gigione, cantante neomelodico napoletano.

Il brano è lo stesso solo che nella piazza leghista per qualche minuto ha risuonato l’inconfondibile accento napoletano del cantante di Boscoreale, provincia di Napoli, alias di Luigi Ciaravola. A quel punto la deputata Elena Raffaelli, ha afferrato il microfono e ha iniziato a cantare cercando di coprire le sonorità partenopee.
Dopo la gaffe della candidata presidente Lucia Borgonzoni che alla trasmissione radiofonica “Un Giorno da Pecora” aveva esteso i confini dell’Emilia Romagna fino al Trentino Alto Adige e Umbria, e dopo che in un post aveva confuso Bologna con Ferrara e il simpatizzante leghista aveva affermato con entusiasmo “io voto Lega, voto Bonaccini”, arriva Gigione a metter la ciliegina sulla torta della Lega in salsa emiliana.

Luigi Ciaravola, alias Gigione, protagonista di un docufilm dedicato alla sua persona del regista Valerio Vestoso dal titolo “Essere Gigione”, fa Frosinone in giù è conosciuto in tutte le piazze delle feste di paese. È autore di canzoni come “’A campagnola”, “Trapanarella”, “’O bbal d’o cavall” e “Grazie a Padre pio”, un misto tra sacro, profano e trash italiano.