Dopo due anni, la parte est di Genova e quella ovest sono di nuovo collegate. Il ponte san Giorgio alle 22 è stato aperto al traffico. Le prime auto a percorrerlo sono potute entrare dallo svincolo di Genova aeroporto. Realizzato in tempi record, il nuovo viadotto sul torrente Polcevera ha preso il posto del ponte Morandi, crollato il 14 agosto di due anni fa uccidendo 43 persone.

Dopo l’inaugurazione ufficiale – alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha incontrato a porte chiuse i parenti delle vittime, e delle massime autorità dello Stato – il viadotto “di ferro e di aria”, come l’ha definito il suo progettista Renzo Piano, potrà essere percorso e ammirato anche dai comuni cittadini.

Auto e camion avrebbero dovuto passare sopra le campate del ponte già a partire dalle 18, ma dall’ispezione finale è emersa la necessità di una rifinitura della pavimentazione. Lavori che sono stati eseguiti a cura della struttura commissariale e realizzati dai tecnici della società PerGenova, che hanno realizzato il ponte.

Il ponte San Giorgio e il tratto di autostrada A10 crollato verrà nuovamente preso in gestione da Autostrade. Il passaggio di consegne avverrà in due fasi: in un primo momento la concessionaria sarà titolare dei tronconi immediatamente a ovest ed est del nuovo viadotto e il ponte stesso, lasciando però alle imprese costruttrici riunite in PerGenova numerosi oneri, comprese le ispezioni di sicurezza. Una volta conclusi i lavori – si stima per la fine di novembre – la cessione si perfezionerà definitivamente e il nuovo ponte tornerà in toto sotto la responsabilità della concessionario.

L’inaugurazione del San Giorgio, salutata dal premier Giuseppe Conte come un simbolo di “speranza e di rinascita” per l’Italia intera dopo i mesi difficili della pandemia, è stata immancabilmente accompagnata dalle polemiche politiche.

Il più critico è stato il leader della Lega Matteo Salvini, che ha preferito rimandare di 24 ore la sua visita in Liguria. “A Genova – ha spiegato ai microfoni di Rtl – ho voluto esserci” martedì “per evitare che una data come quella” di lunedì “fosse infangata dalla polemica di qualche sciocco. C’è qualche giornalista secondo cui se scendi dal letto col piede destro sei fascista, mentre se scendi col piede destro sei comunista. Quindi, ho preferito silenziosamente e rispettosamente andare a Genova il giorno dopo”. Salvini ha anche tacciato di ipocrisia i vertici del Pd presenti alla cerimonia ufficiale. La ragione? Dato che i leader dem hanno votato contro “contro Genova e il decreto Genova e avrebbero dovuto rimanere a casa se avessero avuto dignità, non andare a fare le sfilate sul ponte dopo aver votato contro il ponte e contro Genova”.