George Floyd non è morto per asfissia traumatica o per strangolamento. È il risultato dell’autopsia del medico legale della contea di Heppepin sul corpo del 46enne afroamericano ucciso dopo un violento intervento del poliziotto Derek Chauvin che per quasi nove minuti ha premuto il ginocchio sul suo collo. Il caso è avvenuto a Minneapolis, nello Stato del Minnesota, e ha causato un imponente movimento di protesta in tutto il Paese.

“Non ci sono elementi fisici che supportano una diagnosi di asfissia traumatica o di strangolamento – si legge nel referto medico – Gli effetti combinati dell’essere bloccato dalla polizia,delle sue patologie pregresse (coronaropatia e ipertensione, ndr) e di qualche potenziale sostanza intossicante nel suo corpo hanno probabilmente contribuito alla sua morte”. Secondo il patologo responsabile dell’asfissia, la morte dell’uomo sarebbe sopravvenuta dunque a causa di una serie di fattori combinati. L’intervento dell’agente Derek Chauvin è solo uno di questi insieme con patologie pregresse e una potenziale sostanza intossicante nel corpo. L’esito ha suscitato numerose critiche e scandalo. La famiglia della vittima ha chiesto di avere una autopsia indipendente. I parenti di Floyd non si fidano, come riportato dall’avvocato, delle autorità di Minneapolis.

Chauvin è stato arrestato ieri per omicidio colposo, secondo Bloomberg. Secondo il vicepresidente del consiglio comunale della città, Andrea Jenkins, i due si conoscevano: avrebbero lavorato insieme in un locale come addetti alla sicurezza. L’indiscrezione avrebbe trovato conferme in altre fonti.

In piazza migliaia di persone in tutti gli Stati Uniti. Nuove manifestazioni si terranno nel week end. Un’altra vittima, dopo la prima a Minneapolis, si è verificata a Detroit. Tensioni anche nei pressi della Casa Bianca, dov’era scattato il lockdown, e ad Atlanta, alla sede dell’emittente televisiva Cnn. Ieri una troupe del canale era stata arrestata (poi subito rilasciata) in diretta mentre documentava le tensioni a Minneapolis. Un episodio che aveva causato scandalo in tutto il mondo. Di nuovo in strada il movimento Black Lives Matter, nato nel 2017 dopo che un vigilante aveva ucciso il 17enne disarmato Trayvon Martin.

Il presidente americano, Donald Trump, ha comunicato di aver parlato con la famiglia di George Floyd. “Ho parlato con i membri della famiglia, persone fantastiche”, ha affermato. Il tycoon era stato criticato per precedenti commenti su Twitter in cui attaccava i manifestanti.