Morte come conseguenza di altro reato. Questo il fascicolo aperto dalla Procura in relazione al decesso di Gergely Homonnay, il 52enne scrittore di origini ungheresi e influencer su Instagram, trovato senza vita sabato 1° gennaio in un club privato a San Giovanni.

Migliaia i messaggi di cordoglio sui social, sia sul profilo Facebook di Homonnay- seguito da oltre 34mila follower- che sulla pagina dedicata al suo gatto Erzsi, che conta quasi 82mila fan.

Le indagini

I Carabinieri continuano a indagare sul decesso di Homonnay. Si attendono l’esito dell’autopsia, prevista per oggi al Policlinico Tor Vergata, e gli esami tossicologici. Stando ai primi riscontri, potrebbe essere stato ucciso da un mix letale di droghe. Tra gli effetti personali del 52enne sono stati infatti trovati polvere e liquidi, che potrebbero essere cocaina e Ghb, nota anche come ‘droga dello stupro’.

Intanto si sta procedendo ad analizzare la memoria del telefonino e dei vari supporti informatici intestati allo scrittore ungherese, conosciuto non solo per essere in contrasto con il governo, ma anche per le sue posizioni a favore dei diritti umani e della comunità LGBT. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire le ultime ore di vita del 52enne, sottolinea il Corriere. Ossia dove ha trascorso la serata prima di raggiungere il locale, intorno alle 5 del mattino, e le persone che ha incontrato alla vigilia di Capodanno, che potrebbero avergli ceduto le sostanze.

Al vaglio inoltre le immagini di alcune telecamere di sorveglianza. Ma c’è anche chi, dall’Ungheria, parla di ‘complotto’. E così la pagina ‘Erzsi for president’, che lo scrittore aveva dedicato al suo gatto ed era da lui utilizzata per ribadire le sue posizioni contro il governo di Viktor Orban, verrà setacciata alla ricerca di qualche indizio utile.

“Aveva paura che qualcuno potesse fargli del male”

Il giallo sulla morte di Gergely Homonnay inizia alle 12 di sabato 1° gennaio, quando viene trovato agonizzante nel bagno turco del club privato di via Pontremoli a San Giovanni: il personale del 118, subito intervenuto, non riesce a rianimarlo.

Secondo quanto riportato da Repubblica, lo scrittore- che viveva a Roma dal 2018-  “aveva molto paura che gli potessero fare del male”. A testimoniarlo sui social una sua amica, la teologa Rita Perintfalvi, che aveva passato con lui quattro giorni nella Capitale prima di Natale.

Nelle ultime settimane Homonnay aveva diffuso sui propri canali social duri messaggi di critica a Katalin Novak, la ministra della Famiglia candidata da Orban alla presidenza della Repubblica nell’elezione in programma a fine gennaio.

Roberta Davi