Gli accertamenti irripetibili disposti dal procuratore di Patti Angelo Cavallo sull’auto di Viviana Parisi, la dj torinese scomparsa il 3 agosto e trovata morta nelle campagne di Caronia (Messina) cinque giorni dopo, hanno prodotto risultati che, comparati con quelli relativi all’autopsia sul bambino, sembrano confermare la tesi che il figlio Gioele possa essere rimasto ferito mortalmente nell’incidente stradale sull’A20.

Gli accertamenti in particolare sono stati effettuati su sei campionature effettuate il 6 agosto sull’auto della donna, necessarie per verificare l’eventuale presenza di profili genetici ed eventuali future comparazioni.

L’AUTOPSIA SUI RESTI DI GIOELE – I segni di aggressione da macro fauna, Il ritrovamento di piccole pietre: Questi gli elementi emersi dall’autopsia condotta sul piccolo Gioele Mondello. Gli esami sono stati condotti questa mattina a partire dalle 10:15 al Policlinico di Messina e sono durati circa quattro ore. Ulteriori ricerche verranno condotte nel bosco di Caronia, domani in un nuovo sopralluogo, in quanto mancano parti del corpo del bambino. Dei disboscamenti verranno messi in atto nell’area dov’è stato ritrovato il cadavere.

Il cadavere del bambino è “abbastanza compromesso” e al momento “non è possibile ricavare elementi utili se non da tutti i fattori che potranno emergere dalle indagini specialistiche”, ha precisato Giuseppina Certo, medico legale, consulente della famiglia Mondello. Dopo l’autopsia verranno valutati “segni di lesività macroscopica su questi resti e infine determinare l’epoca della morte”. I periti hanno sottolineato come il caso sia difficilissimo “perché c’è un clima e un ambiente particolare” e “il terreno non è compromesso ma è un ambiente su cui sono passate delle persone”, ha detto Stefano Vanin entomologo e consulente nominato dalla procura di Patti.

Quello che è stato chiarito che è certo è che il corpo è stato aggredito da macro fauna. L’area è infatti popolata di maiali selvatici, che avrebbero potuto infierire sul bambino e anche sul cadavere della madre, ritrovata senza vita ai piedi di un traliccio il 9 agosto. Una scoperta che ha fatto avanzare l’ipotesi dell’omicidio suicidio. Al momento, ha riferito Certo, non è ancora possibile stabilire se il bambino sia morto dove è stato ritrovato e ha spiegato: “Il dato più evidente è che ci sono delle mortificazioni degli arti e quindi assenza di tessuti: è stato aggredito da macro fauna”.

Sul corpo è stato ritrovato anche del terriccio e dei resti di piccole pietre. Reperti che potranno essere utili per stabilire con certezza il luogo e il momento della morte. “Come nel caso della madre è tutto da analizzare in laboratorio – ha commentato Vanin – Abbiamo una serie di quesiti a cui rispondere – dice ancora – abbiamo chiesto 90 giorni e faremo l’impossibile per starci nei tempi. Le comunicazioni le daremo direttamente al pubblico ministero che ci ha incaricato. Come ogni corpo hanno dato delle informazioni, quanto è informativo lo vedremo”.