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Giorgia Meloni, la donna di ferro e l’idea di fermarsi sfiorata
Non so, del discorso di Giorgia Meloni alle Camere, cosa ha colpito maggiormente gli osservatori; chi scrive annota “l’istinto” politico che prevale, il conto pedante del fatturato: bilanci, occupazione, export col segno più, immigrazione illegale col meno; a cui va aggiunto il marcare stretto l’emergenza energetica creata dalla crisi iraniana.
Giorgia Meloni, la donna di ferro e l’idea di fermarsi sfiorata
Colpisce l’ossimoro di una umiltà orgogliosa: “Un Sì ti conferma, ma un No ti riaccende. Ti impone di fermarti a riflettere, di rimettere tutto in discussione.” È un’ammissione che questa sentimentalità, al di là dell’ufficialità d’ordinanza, ha sfiorato la “psichè” della Meloni: oggi la “donna di ferro”, raccontata dall’ inner circle, si è gettata dietro le spalle il “daimon” negativo, che l’ha fatta interrogare sul che fare; quello che le ha fatto sfiorare l’idea di fermarsi; o addirittura di passare la mano (a chi, poi ?). Ha alla fine aderito alla natura propria; reattiva: “Il rifiuto non è la fine di un percorso, ma l’inizio di una nuova spinta”.
Il dislivello tra i tre premier
Il secondo dato. Il dibattito ha offerto alla comunicazione politica un obiettivo dislivello tra i tre “premier”: tra quella vera, in carica, sicura – ma senza gli alti lai di altre occasioni – di traguardare la massima longevità governativa della storia repubblicana; e i due sfidanti (anche tra loro), Elly Schlein e Giuseppe Conte, la cui postura è apparsa insufficiente, arroccata su parole d’ ordine, su un “logos” non da capi del governo in pectore: certo non all’altezza della detentrice del titolo. Lo sarebbe stato, forse, il “solito Renzi”, se non fosse impaniato, ancor oggi, da un invincibile rancore “anti”.
La risposta agli oltre 12 milioni di Sì
Infine: dopo l’inchino al No del popolo, c’è una risposta agli oltre dodici milioni di Sì referendari: il governo non abbandona il “cantiere” della giustizia, “come probabilmente qualcuno si augura”. La volontà del presidente del Consiglio “di trovare soluzioni concrete, coraggiose, efficaci, possibilmente in un clima di collaborazione”, è una buona notizia: accoglie la passione di una battaglia e i segnali di vita sopravvissuti alla sconfitta referendaria; onorevole e vitalissima sconfitta.
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