“Il voto del referendum contiene un segnale che non vogliamo ignorare, perché un ‘No’ ti riaccende”. Giorgia Meloni parla oggi alla Camera e al Senato. Un discorso di 50 minuti, per dare conto al Parlamento dei piani del governo dopo la sconfitta alle urne lo scorso 22 e 23 marzo: “Rimane il rammarico di aver perso un’occasione – dice la premier – a nostro avviso, storica di modernizzare l’Italia allineandola agli standard europei. Perché la riforma della giustizia resta una necessità. E non sono io a dirlo, ma diversi esponenti della magistratura e della politica, compresi quelli che dopo aver preconizzato ogni possibile catastrofe, a sostegno delle ragioni del no, il giorno successivo al voto hanno candidamente dichiarato che la giustizia ha bisogno di essere riformata. La nostra coscienza è a posto, perché era uno degli impegni presi con gli italiani quando ci siamo presentati al loro cospetto”.

Meloni dopo la sconfitta al referendum: “Nessun rimpasto, nessuna ripartenza”

La bocciatura della riforma, respinta dal 53,75% dei 27 milioni di italiani che si sono presentati al voto, ha dato il via a possibili scenari di riorganizzazione del governo in vista delle elezioni del 2027. Rimpasto, dimissioni, voto anticipato. La premier ha fatto chiarezza anche su quanto ricostruito dalla stampa, minimizzando gli effetti della vittoria del ‘No’. “Non c’è alcuna ripartenza da fare, nessuna fase 2 – ha tuonato Meloni -, posto che il governo non si è mai fermato e da giorni lavora, come si è visto, per scongiurare le conseguenze della crisi internazionale e per mettere a terra altri provvedimenti. E non servono nuove linee programmatiche, perché le nostre linee programmatiche sono da sempre scritte nel programma di governo. Non c’è alcuna intenzione di fare un rimpasto”.

Meloni e le dimissioni: “Convenivano, ma abbiamo preso un impegno”

Capitolo a parte per le dimissioni: “Probabilmente sarebbe convenuto rassegnarle sul piano tattico – ammette Meloni -. Invocare le elezioni per giocare sull’effetto sorpresa, sulla divisione delle forze di opposizione, e nella peggiore delle ipotesi lasciare a qualcun altro il compito di mettere la faccia sui difficili mesi che arriveranno. È esattamente lo scenario che l’opposizione teme di più, tanto che definisce questo governo un ‘pericolo per l’Umanità’ ma non ne invoca le dimissioni. Posizione bizzarra, di chi evidentemente ostenta una sicurezza che non ha”.

Delmastro, Bartolozzi e Santanché, Meloni: “Ho chiesto un passo indietro”

Meloni parla anche del ciclone che ha investito il governo post-voto, con le dimissioni di Delmastro, Bartolozzi e Santanché: “Nei giorni scorsi ho chiesto un passo indietro ad alcuni membri del governo che pure, nell’esercizio delle loro deleghe, avevano lavorato bene. Non sono state scelte semplici né indolori, a maggior ragione per noi che rimaniamo saldamente garantisti, ma abbiamo voluto ancora una volta anteporre l’interesse della Nazione a quello di partito”.

Meloni: “Governeremo cinque anni”

Meloni parla di “maggioranza solida e coesa” dicendo di essere “orgogliosa” di avere al suo fianco Matteo Salvini e Antonio Tajani: “Ci siamo presi l’impegno di governare questa Nazione per cinque anni, ed è esattamente quello che faremo. Non importa quanto sarà difficile, siamo persone troppo responsabili per far ripiombare l’Italia nell’incertezza nel bel mezzo del peggiore scenario possibile”, ha concluso.

Redazione

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