Dall’osservazione dei dati relativi ai contagi negli ultimi mesi, emerge che all’origine della seconda ondata di SARS-COV-2 in Italia ci sia stata l’incontrollata circolazione di soggetti infetti e/o asintomatici con carica virale altissima. Così Paolo Ascierto, direttore del Dipartimento di Melanoma e Terapie Innovative dell’Irccs Pascale di Napoli, ha commentato su Facebook gli allarmanti dati pubblicati sul Journal of Translational Medicine.

Il ricercatore poi avverte: “Emerge quindi la necessità assoluta di intensificare i programmi di screening e di continuare a testare e mettere la quarantena tutti i casi positivi se vogliamo provare ad arginare anche la terza ondata. Cruciale sarà il procedere spediti con il programma di vaccinazioni. L’arrivo di un ulteriore vaccino, quale quello di J&J, e l’incremento della produzione degli altri, ci permetterà di poter completare il programma vaccini“.

Lo studio realizzato presso l’azienda ospedaliera dei Colli Monaldi- Cotugno ha analizzato 130 pazienti, 69 uomini e 61 donne, dall’età media di 41 anni. A tutti i soggetti è stato diagnosticato il Covid-19 tra agosto 2020 e settembre 2020. Lo scopo dello studio era dare una risposta scientifica alla domanda se anche i soggetti asintomatici possono trasmettere il virus. L’indagine, condotta insieme a Luigi Atripaldi, Silvia Sale, Mariaelena Capone, Vincenzo Montesarchio, Roberto Parrella, Gerardo Botti e Gabriele Madonna, ha analizzato la carica virale tramite il test denominato Quanty Covid-19 assay, Clonit (CT).

Il rilevamento quantitativo è stato affidato a un software che costruisce una curva standard a secondo dei valori del CT. Si è dimostrato che nei casi sintomatici la carica virale è più forte rispetto ai casi asintomatici. Tuttavia è stata osservata una completa sovrapposizione tra i due gruppi. Il risultato è che non ci sono statisticamente differenze significative tra i casi sintomatici e asintomatici per i valori mediani del CT. Inoltre, non ci sono differenze notevoli nella carica virale del Covid tra i casi asintomatici e quelli sintomatici in quanto anche i primi presentano una carica virale marcata.

Secondo Ascierto e i suoi colleghi, questi dati sottolineano che anche le cariche virali dei casi asintomatici possono essere sufficienti per ipotizzare la trasmissione dell’infezione del virus. È dunque importante misurare non solo la presenza ma anche la quantità di virus nei soggetti infetti. Gli esperti dicono che “la rapida diffusione della seconda ondata di Covid-19 sia legata alla circolazione dei soggetti asintomatici o pre-sintomatici in contesti di post-chiusura. Diventa quindi necessario intensificare i programmi di screening di massa e continuare a testare e mettere in quarantena tutti i casi positivi per prevenire una potenziale terza ondata di Covid. È necessario incoraggiare la divulgazione scientifica e continuare a contribuire ai dati primari su questo ‘tema caldo’ in cui ancora molte domande rimangono senza risposta.

Laureata in relazioni internazionali e politica globale al The American University of Rome nel 2018 con un master in Sistemi e tecnologie Elettroniche per la sicurezza la difesa e l'intelligence all'Università degli studi di roma "Tor Vergata". Appassionata di politica internazionale e tecnologia